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tra Scienza & Coscienza

"Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me'' I. Kant

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REALTÀ VIRTUALE E ROBOT, UNA NUOVA SFIDA PER IL FUTURO DEL LAVORO

https://youtu.be/4a-W3Od5-t8

Robotica e realtà virtuale uniti in questa nuova tecnologia di telepresenza che consente agli esseri umani di eseguire in remoto dei lavori molto pericolosi o sgradevoli.

A sviluppare questa tecnologia sono stati i ricercatori del laboratorio di informatica e intelligenza artificiale del MIT che hanno trovato un modo intelligente per combinare la realtà virtuale con la robotica. I robot utilizzati sono della Rethink Robotics e comprendono una cuffia VR e un braccio robotico altamente sofisticato, da poter utilizzare tramite il display che gli operatori umani indossano nel loro casco VR.
L’idea è quella di portare i lavoratori, che solitamente si occupano di mansioni su petroliere o aerei, ad essere in situazioni di totale comodità e portarli ad operare in modo completamente sicuro.

Su Digital Trend il ricercatore Jeffrey Lipton ha spiegato come loro sperano di estendere al meglio i vari tipi di mansioni a dei robot diversi e magari complementari tra loro.

Il tasso di successo del gruppo è stato del 100%, rispetto ai classici metodi automatizzati che prevedono una possibilità di riuscita del 66%, questo sistema può essere utilizzato per attività di posizionamento, montaggio e produzione.

MARTE, NOVITÀ SUL PIANETA ROSSO E SUL SUO FUTURO

Il 12 agosto ci sarà la nostra conferenza, nell’ambito del festival “Le Stelle dal Borgo”, con la scienziata Francesca Altieri, dove parleremo di Marte e del futuro dell’esplorazione sul Pianeta Rosso. Oggi vi diamo alcuni spunti per le vostre domande, mostrandovi alcuni video sulle novità robotiche e non che stanno caratterizzando gli studi su Marte.

 

La prima curiosità sulla futura esplorazione di Marte ci viene da Sarah Petkus, un‘artista che si occupa anche di cinetica e di robotica. La giovane scienziata ha testato, in un periodo di ricerca all’ESA, il suo modello robotico “Noodle”, nome ripreso dai piedi del lander fatti di una pasta particolare. Il video mostra come il particolare Noodle viene a contatto con un prototipo di lander marziano. La novità sta nella tecnica di realizzazione dello strumento, quasi integralmente stampato in 3D.

 

 

Curiosity ha festeggiato i suoi primi cinque anni di vita. Una delle missioni più importanti nella storia dell’esplorazione di Marte ha toccato un primo traguardo significativo nella notte del 5 agosto, ecco un video della NASA per ricordare l’arrivo e l’attesa dell’arrivo della missione. Se effettivamente tra qualche decennio l’uomo sarà pronto a scendere sul suolo del pianeta rosso, sarà anche grazie alla missione Curiosity. L’arrivo di un lander/ sonda è non solo il culmine di un lavoro, spesso decennale, ma anche l’inizio di un nuovo tipo di studio, che spesso lancia i team verso l’ignoto.  Curiosity doveva partire nel 2010, ma è stata successivamente posticipata per problemi tecnici di due anni, dato che le finestre di lancio per Marte si aprono ogni biennio circa.

 

Per non perdervi proprio nulla, non fate come molti che dimenticano che Marte ha due lune: Phobos  e Deimos, il primo dei due satelliti è stato immortalato dall’occhio acuto del telescopio spaziale Hubble che ha catturato la piccola luna Phobos durante il suo percorso orbitale attorno al pianeta. Nel corso di 22 minuti, Hubble ha preso 13 posizioni differenti della luna, permettendo agli astronomi di creare un video time-lapse che mostra il percorso orbitale della luna.

 

Segnalateci tutte le novità che ritenete importanti da conoscere su Marte. Nel frattempo speriamo che queste piccole pillole siano utili per ispirare le vostrre domande su Marte.

Chi non potrà essere presente il 12, può inviarci le sue domande da sottoporre durante la conferenza, ovviamente riceverete una risposta.

Gianluigi Marsibilio

 

Crediti video: NASA/ESA

UN NUOVO (STRANO) INQUILINO SULLA ISS

La Jaxa ha inviato un nuovo robot sulla Stazione Spaziale Internazionale ed è veramente adorabile, insomma gli astronauti con il nostro Paolo Nespoli hanno un nuovo amico con cui condividere lo “spazio”.

Int-Ball, questo il nome del simpatico coinquilino, è una telecamera sferica che galleggia continuamente intorno all’equipaggio. Il piccolo Wall-E è un prototipo in grado di muoversi autonomamente o essere controllato da operatori sulla Terra.

Le immagini raccolte dallo strumento vengono mandate sulla Terra in tempo quasi reale consentendo al personale JAXA di valutare rapidamente ogni sorta di problema a bordo del laboratorio orbitante.

Ora il nostro piccolo amico è nel modulo della stazione “Kibo” ed è stato portato in orbita grazie ad un razzo SpaceX ad inizio giugno.

L’obiettivo è rendere lo strumento libero e autonomo per aiutare gli astronauti nella risoluzione dei problemi, anche bypassando il legame con centri operativi sul nostro pianeta.

IL TRONO DI SPADE, UNA SERIE SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO?

Analisi meravigliosa di Zack Beauchamp di Vox che mostra come i White Walker o Estranei siano legati ad un’idea di cambiamento climatico dato che sono capaci di cambiare le condizioni meteorologiche durante i loro attacchi.

Per sconfiggere questa forza impressionante c’è effettivamente bisogno di uno sforzo congiunto di tutte le varie forze in campo. Insomma c’è bisogno di una Cop21 anche nella serie più famosa degli ultimi anni.

 

Fonte Video: Vox

 

 

L’ORIGINE DEL GATTO, TRA DIVANO E DOMINIO DEL MONDO- INTERVISTA A CLAUDIO OTTONI

Oggi parliamo di gatti e non c’è nessuna fotogallery o video divertente da fissare per ore, abbiamo parlato con il Cats’King Claudio Ottoni, dell’Istituto Jacques Monod, che ci ha raccontato grazie al suo ultimo studio firmato su Nature, l’origine del più amato e ammirato degli animali domestici. Dall’antico Egitto al vostro salotto un filo rosso lega il gatto alla genetica e alla storia. Gli studiosi hanno analizzato il DNA di oltre 209 gatti che hanno vissuto tra l’8000 aC e il XX secolo.

– Perchè anche nelle prime società troviamo sempre il gatto affiancato all’uomo? Qual è stata la funzione primaria del gatto?

I gatti cacciavano i topi che infestavano i granai delle prime società agricole del Neolitico (>10,000 anni fa) in Medio Oriente. Questo rapporto, definito commensalismo, è andato avanti per secoli e millenni e si fonda sul mutuo beneficio che gatti e uomini traggono da esso: i gatti cacciano i topi che erano attratti negli insediamenti umani, l’uomo vedeva nel gatto un utile ‘sterminatore’ di topi che danneggiavano i loro raccolti. Successivamente in epoca egizia il gatto oltre al suo ruolo di cacciatore di topi, è diventato un vero e proprio compagno domestico. Nell’iconografia egiziana fi >3000 anni fa viene rappresentato sotto le sedie delle case egizie, indicando che i gatti si trovavano totalmente a loro agio nel contesto domestico.

– Come è arrivato il gatto dall’oriente a occidente?

Ci sono stati due principali flussi di diffusione del gatto Africano e Medio orientale (Felis silvestris lybica, l’antenato dei gatti domestici). Il primo proprio nel Neolitico, più di 8000 anni fa, quando le comunità agricole dal Vicino e Medio Oriente migrarono verso l’Europa portando con sé specie domestiche (maiali, mucche). I gatti venivano trasporti dagli agricoltori Neolitici anche via mare, per es studi archeologici dimostrano che erano stati portato a Cipro piú di 9000 anni fa. Noi abbiamo trovato nel nostro studio una linea di gatto Medio Orientale in un sito in Grecia di circa 6500 anni fa.

Un secondo flusso, molto più significativo (e veloce) di quello Neolitico avviene in epoca Classica e Romana: osserviamo che i gatti con linee genetiche egiziane vengono trasportati dagli uomini attraverso il Mediterraneo e successivamente fino al Mar Baltico, dove troviamo queste linee genetiche in gatti di un sito Vichingo in Germania. A partire dall’epoca Classica-Romana i gatti molto probabilmente battono assieme agli uomini le principali rotte (commerciali e non) via mare e via terra. Troviamo anche una linea genetica indiana in un sito Romano egiziano sul Mar Rosso, testimoniando contatti e rotte commerciali attraverso l’oceano indiano.

– Come mai dal punto di vista evolutivo in alcune zone remote non è presente il gatto domestico?

I gatti oggi sono presenti in tutti i continenti tranne l’Antartide (per ovvie ragioni). Il successo del gatto è strettamente legato al suo rapporto con l’uomo e al fatto che oltre che un utile ‘cacciatore’ di topi a bordo delle navi, è diventato, probabilmente proprio in antico Egitto, un compagno di viaggio (e domestico).

– Che legame c’è tra l’origine del gatto e l’Africa?

Tutti i gatti domestici derivano da una sola delle 5 sottospecie di gatto selvatico descritte oggi: Felis silvestris lybica, che è distribuita in Nord Africa e Medio Oriente.

– Introdurre il gatto nella vita dell’uomo lo ha cambiato nell’aspetto?

Non in maniera rilevante: l’addomesticamento del gatto infatti non ha comportato significativi cambiamenti morfologici e un gatto selvatico nord africano è molto simile a un gatto domestico. Questo è confermato anche da un’analisi del genoma intero di gatti selvatici e domestici di qualche anno fa, in cui hanno visto che i principali cambiamenti sono avvenuti a livello del comportamento: i gatti hanno cominciato ad apprezzare la presenza umana, sono diventati più amichevoli con l’uomo e questo ha fatto di loro dei veri compagni di vita.

– A livello biologico e nella capacità sociale, quali differenze ci sono tra un gatto selvatico e uno domestico?

 

Come riportato sopra, soprattuto a livello comportamentale. In generale per poter essere addomesticato un animale deve superare la paura dell’uomo, tollerarne la presenza. Il gatto ha fatto

molto di più, si è legato intimante all’uomo come suo compagno di viaggio, raggiungendo gli angoli più remoti del mondo partendo da un’area piuttosto ristretta: il Medio Oriente e l’Egitto.

 

– Come avete analizzato il DNA di vecchi reperti e da dove provengono i primi esemplari di gattodomestico?

 

I primi esemplari di gatti ‘domestico’ provengono appunto dal Medio Oriente, in particolare c’è una sepoltura di un gattoassieme a un bambino in un sito archeologico a Cipro di 9500 anni fa che testimonia di un legame nato nella preistoria. Questo era solo il primo passo comunque, come detto la successiva evoluzione comportamentale del gatto è avvenuta più probabilmente migliaia di anni dopo in Egitto.

I SUONI DI SATURNO CATTURATI DA CASSINI

 

Cassini a settembre si tufferà nell’atmosfera di Saturno. Prima di allora l’aspettano 22 incontri, uno di questi già avuto, con le fasce di anelli del pianeta.

La NASA ha rilasciato la registrazione audio dei suoni catturati dalla sonda nell’inizio del Grand Finale.

 

Molti si aspettavano una vera tempesta di particelle che avrebbe creato un grande caos sui rilevatori, in realtà da quello che potete sentire è tutto molto silenzioso. L’origine di questo silenzio ci è stata spiegata da William Kurth, uomo dietro i rilevatori di plasma e suono di Cassini e studioso dell’Università dell’Iowa: “Sono rimasto sorpreso che non abbiamo rilevato una maggior quantità di polvere durante questo primo attraversamento sul piano dell’anello”. I rumori di fondo hanno comunque un’origine ancora non chiara: “Ciò che si sente, pensiamo, deriva dalle onde plasmatiche presenti nella ionosfera di Saturno”.

Si può comunque far caso al passaggio della sonda nel gap con l’anello: “Se ascoltate la registrazione con molta attenzione – ha messo in luce Kurth- all’ora del passaggio sulla freccia contrassegnata di nero, si possono scoprire pochi clic e schiocchi”. La regione attraversata potrebbe infatti essere ricca di polvere ma lo strumento, dato che potrebbe essere inferiore al micron di grandezza, non è riuscito a rilevare nulla.

 

Le strisce strette rilevate non ancora hanno una causa e allora il team si sta concentrando proprio su quelle. Questa registrazione è molto diversa rispetto a quella del 18 dicembre, quando Cassini aveva attraversato un anello debole: “Il suono in questo caso è il risultato di 100 micron di polvere che hanno colpito la nave a 10 km/s”. Il gas creato, probabilmente a causa delle collisioni, ha raggiunto i 100.000 K.

 

L’antenna dunque, grazie alla nube al plasma e agli ioni creati dalla “fuga” degli elettroni, è stata capace di rilevare un campo elettrico.

Kurth ha spiegato: “Quando un simile impulso viene amplificato e riprodotto attraverso un altoparlante, suona come un clic o uno schiocco”.

Osservando anche il video è possibile vedere la parte più densa dell’anello nel picco rosso sul display.
Nella discesa sono state catturate anche delle immagini raccolte dalla NASA in un video, che mostra anche come la sonda si sia dovuta proteggere durante la discesa.

I fotogrammi raccolti sono stati presi da un’altitudine che va dai 72.400 km iniziali ai 6.700. Ora la sonda proseguirà il suo cammino e noi aspettiamo altre testimonianze della sua odissea nello spazio.

Godetevi i video e i suoni di questo pianeta spettacolare.

Gianluigi Marsibilio

Crediti foto e video: NASA

#LASCIENZAINVIDEO- L’UNIVERSO E IL RUOLO DELLA COSTANTE DI HUBBLE

Ieri abbiamo parlato del ruolo della costante di Hubble nella comprensione dell’universo, l’abbiamo fatto insieme a Vivien Bonvin e Frederic Courbin: oggi pubblichiamo un video che li vede protagonisti nella spiegazione del metodo del loro studio che ha portato a comprendere che l’espansione del nostro universo è più veloce del 6% rispetto alle precedenti stime.

Consigliamo la visione a tutti per chiarire ogni dubbio sul tema della costante di Hubble e sul progetto H0LiCOW, capitanato proprio dai nostri due ospiti.

Gianluigi Marsibilio

PLUTONE, UN COLORATO ATTERRAGGIO

Immergetevi in Plutone con questo nuovo video del JPL (Jet Propulsion Laboratory). La NASA ha preparato il filmato grazie alle immagini raccolte da Ralph, fotocamera a colori a bordo di New Horizons, che per quasi dieci anni ha percorso il nostro sistema solare.

La sonda ha inviato centinaia di immagini di Plutone e delle sue lune che mostrano la sua dinamica affascinante del sistema planetario e le loro superfici.

La clip è stata preparata grazie all’ausilio di oltre 100 immagini e mostra la superficie del planetoide e la sua luna Caronte. Nella parte finale del filmato possiamo letteralmente atterrare su Sputnik Planitia, ormai famoso litorale del nanopianeta.

Per Tra Scienza & Coscienza New Horizons è speciale dato che è stata la prima missione spaziale raccontata da noi.

 

 

 

 

QUALE BRANO RAPPRESENTA MAGGIORMENTE LA SCIENZA? A VOI LA SCELTA

Dopo il nostro sondaggio sulla scoperta scientifica del 2016, eccoci tornati pronti a conoscere nuovamente il vostro parere. Questa volta vi chiediamo quale, secondo voi, è il brano che nella storia della musica ha rappresentato al meglio la scienza.

Il rapporto tra scienza e musica è stato particolarmente stretto durante la space race per la luna, ma non solo quello è stato un periodo florido, nel sondaggio potrete scegliere tra cinque pezzi “storici”:

Space Oddity- David Bowie

Massive Attack- Splitting The Atom

The Beatles- Across The Universe

Fabrizio De Andrè- Un Chimico

Elton John- Rocket Man

-In più avrete la possibilità di esprimere la vostra scelta in totale libertà.

Tra una settimana scopriremo la canzone, che secondo voi rappresenta al meglio le avventure della comunità scientifica, il brano che vincerà diventerà il nostro “inno” ufficiale.

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