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tra Scienza & Coscienza

"Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me'' I. Kant

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UNIVERSE2GO, UNA PICCOLA FINESTRA SULL’UNIVERSO

Universe2go è un piccolo rifugio, una piccola finestra che tramite il visore e il vostro smartphone, qualunque esso sia, si apre verso il cosmo.

Uno strumento che ci ha fatto divertire tanto e soprattutto è stato utilizzabile in pochi minuti, con la semplice installazione dell’app e la messa a punto del visore: si esegue tutto in pochi minuti con incredibile semplicità.

Le modalità che possiamo utilizzare sono varie e adatte ad ogni tipo di astrofilo, dal neofita al più esperto. Al primo uso e magari con pochi rudimenti nello studio del cielo ci si può avventurare nella modalità principiante o esplorazione, dove è possibile avere delle spiegazioni in tempo reale degli oggetti che si stanno visualizzando. Per i più esperti c’è la possibilità di programmare i propri oggetti con descrizioni annesse.

L’oggetto è stato pensato esattamente per una visione 2.0 del cielo e per essere uno strumento veramente innovativo nel suo campo in modo soddisfacente e divertente. La più grande capacità è quella di saper catturare adulti, giovani, nonni e bambini ad un primo approccio tangibile con l’idea del cielo notturno.

Universe2go è perfetto da affiancare ad un primo telescopio, le immagini che vengono fuori sono di ottima qualità e anche la possibilità di vedere le figure in 3D rende, dal punto di vista visivo, tutto più soddisfacente.

I suoi punti di forza stanno nella versatilità, nel costo piuttosto contenuto e nella possibilità di avere una vera visione a 360 gradi del cielo notturno, dalle galassie, ai pianeti agli asterismi più remoti.

Anche le guide e le possibilità di esplorazione sono di ottima fattura e anzi sono sicuro di vedere, nel corso degli anni, miglioramenti all’app come al visore stesso, capaci di far fare un ulteriore salto di qualità allo strumento.

Universe2go è un oggetto smart, intelligente e adattabile ad ogni situazione, che si tratti di esplorazione, curiosità, sete di infinito: questo strumento è un simpatico modo per evadere dalla realtà, almeno fino a quando la batteria dello smartphone diventa rossa e ci avvisa che è ora tornare nella nostra realtà.

Universe2go sarà protagonista delle nostre serate, in particolare quella del 12 agosto, dove sarà possibile provare il visore.

 

ALPHAGO: L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE CHE HA BATTUTO IL CAMPIONE ”UMANO”

4-1 per l’Intelligenza Artificiale: questo è il computo finale delle sfide tra AlphaGo e Lee Sedol. Dopo vent’anni dal duello tra Deep Blue e Garry Kasparov un’intelligenza artificiale ha battuto ancora l’uomo.

Il 13 Marzo 2016 Lee Sedol, campione di Go, aveva battuto, in una delle cinque sfide previste, AlphaGo, programma sviluppato da Google DeepMind.

Considerato più difficile degli scacchi a causa della maggiore possibilità di mosse, il gioco del Go consiste nel giocare su una griglia con 19 righe e 19 colonne cercando di occupare con delle pedine la maggior parte del tabellone di gioco.

Dopo tre vittorie conquistate dal programma, Lee Sedol è riuscito ad imporsi sul suo avversario virtuale, segnando un’ importante vittoria, dimostrando che l’uomo può ancora vincere contro la macchina e che la mente umana può compiere calcoli complessi allo stesso livello di un software. Sedol per vincere è riuscito a trovare dei punti deboli nel programma: infatti secondo lui quest’ultimo non reagirebbe bene davanti a mosse inaspettate e avrebbe problemi a giocare con le pedine nere.

Il programma del colosso di Mountain View ha un complesso sistema di connessioni simili a quelle della mente umana; per giungere alla vittoria il software utilizza una strategia a lungo termine con mosse apparentemente senza senso, che hanno lasciato spiazzato il campione coreano soprattutto nella prima parte della partita. Nonostante tutto la sfida uomo/macchina è stata vinta dal programma, con un punteggio di quattro partite contro l’unica di Sedol.

Nell’ottobre 2015 il programma AlphaGo aveva già sconfitto con un sonoro 5 a 0 il tre volte campione europeo Fan Hul, diventando il primo programma a battere ufficialmente un campione di Go.

Lo studio del team di Google DeepMind è stato pubblicato su Nature e ha dimostrato, grazie allo studio degli algoritmi usati dal programma, come il tasso di vittorie di AlphaGo rispetto ad altri software sia del 99,8%.

Alla fine del confronto fra i due sfidanti Sedol ha dichiarato di non aver pensato che AlphaGo avrebbe potuto giocare così bene e con mosse che non sarebbero state possibili per un essere umano. Le connessioni neurali di AlphaGo non verranno usate solo nei tornei, ma verranno utilizzate per i nuovi sviluppi di intelligenza artificiale che Google porta avanti, per esempio le auto a guida autonoma, i droni e tutte le altre applicazioni dotate di apprendimento automatico.

La possibilità di sviluppo di nuove intelligenze artificiali apre una nuova era e fa dividere ancora gli uomini fra apocalittici, forse influenzati troppo dalla fantascienza, e innovatori.

DeepMind, fondata nel 2010 a Londra e dal 2014 sotto Google, è già a buon punto nello sviluppo delle A.I. Le impressioni di Kasparov, che dopo l’incontro con Deep Blue rimase scioccato dalle mosse quasi “umane” del computer, non sono tanto lontane dall’essere confermate.

Luigi Tatonetti

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