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tra Scienza & Coscienza

"Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me'' I. Kant

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VIRUS ZIKA, IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Tempo fa si è parlato molto del Virus Zika, forse più in previsione delle prossime Olimpiadi in Brasile che per un vero interesse da parte dell’opinione pubblica mondiale. I media, come spesso succede e come è già accaduto anche per Ebola, hanno semplicemente smesso di parlarne. Facciamo dunque il punto della situazione, in quanto l’argomento è di estrema importanza epidemiologica in un mondo totalmente globalizzato, e perché molti studiosi, quasi nell’ombra, continuano a fare ricerca e a pubblicare interessanti scoperte.

Il 1° Febbraio la WHO ( Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato Zika “un’emergenza di salute pubblica di interesse internazionale”, riportando le principali informazioni per ora nelle mani degli studiosi.

Il virus Zika ( ZIKV ) , un riemergente Flavivirus trasmesso dalle zanzare, è ora segnalato essere in circolazione in 26 paesi e territori dell’America Latina e dei Caraibi. I soggetti infetti, se in buona salute, presentano i sintomi e i segni di una lieve influenza o restano completamente asintomatici, ma l’importanza e la pericolosità di Zika, sono evidenti nelle infezioni fetali e neonatali con presenza di microcefalia e serie complicazioni neurologiche, come ad esempio la Sindrome di Guillain-Barré. ( Petersen et al . , 2016)
ZIKV infetta le cellule della pelle umana, in linea con la sua via di trasmissione principale ( Hamel et al. , 2015). Inoltre, è stato rilevato nel liquido amniotico di due donne in gravidanza i cui feti risultavano essere affetti da microcefalia alla diagnosi ( Calvet et al. , 2016), suggerendo che ZIKV è in grado di attraversare la barriera placentare. Ulteriori analisi anatomopatologiche hanno dimostrato la presenza del virus anche nelle cellule neuronali dei feti affetti. Il legame sospettato tra l’infezione dal virus Zika e la microcefalia è dunque un urgente problema di salute globale.

Poiché si sa così poco degli obiettivi cellulari diretti e dei meccanismi di ZIKV , e poiché l’accesso al tessuto cerebrale umano fetale è limitato, vi è un urgente bisogno di sviluppare una nuova strategia per determinare se esiste una relazione causale tra l’infezione e la microcefalia correlata. Il gruppo di studio di H. Tang, C. Hammack, S.C. Ogden, Z. Wen e X. Qian, ha ovviato alla difficile reperibilità di tessuto neurale neonatale utilizzato le cellule staminali pluripotenti indotte umane ( hiPSCs ) come modello in vitro per verificare se ZIKV infetti direttamente le cellule cerebrali umane e quale sia la natura del suo impatto a livello cellulare.

Lo studio in questione riporta che i Flavivirus tendono ad avere ampi tropismi cellulari e molteplici fattori contribuiscono a renderli patogeni, tra questi la risposta specifica cellulare e l’accessibilità ai tessuti. Il virus Dengue, che appartiene alla stessa famiglia, ad esempio, infetta le cellule di vari lignaggi e cellule ematopoietiche svolgono un ruolo essenziale nella patogenesi associata ( Pham et al. , 2012). Altro esempio è il West Nile Virus, che infetta le cellule epiteliali di diversi tessuti e può essere neuroinvasivo ( Suthar et al. , 2013). ZIKV infetta anche altri tipi di cellule umane, comprese le cellule della pelle e i fibroblasti ( Hamel et al. , 2015), ma rimane ancora sconosciuto come ZIKV possa accedere al cervello fetale ( Mlakar et al . , 2016 ).

Le cellule bersaglio dirette del ZIKV nel feto umano in via di sviluppo non sono chiare e il team di H. Tang ha dimostrato che un particolare ceppo del ZIKV , MR766 , in una serie di diversi passaggi in cellule di scimmia e di zanzara, infetta in modo efficace le cellule umane progenitrici neurali ( hNPCs ) derivate da cellule staminali pluripotenti indotte. Le hNPCs infette rilasciano inoltre ulteriori particelle ZIKV infettive. È importante sottolineare che l’infezione ZIKV aumenta la morte cellulare e deregola la progressione del normale ciclo cellulare, con conseguente crescita attenuata delle hNPC. Un’analisi globale dell’espressione genica delle hNPCs infette rivela anche una importante deregolazione trascrizionale apportata dal parassitismo di ZIKV alle cellule analizzate. I risultati ottenuti dal team, in sinergia con gli altri studi osservati e riportati, identificano dunque hNPCs come un bersaglio diretto di ZIKV. Grazie a questo studio si stabilisce un sistema utile come modello sperimentale per studiare l’impatto e il meccanismo di ZIKV sullo sviluppo del cervello umano, fornendo una piattaforma per lo screening e per lo sviluppo in futuro, si spera prossimo, di una possibile terapia. Ma,come per ogni scoperta, la strada è lunga e la battaglia è ardua.

 

 

 

Francesca Romana Piccioni

 

 

Francesca Romana Piccioni

LINFOCITI MODIFICATI PER DISTRUGGERE TUMORI

In queste settimane una nuova ricerca per una cura contro il cancro è stata presentata all’ American Association for the Advancement of Science da Chiara Bonini, capo della Divisione di Ematologia sperimentale del San Raffaele di Milano. Il trattamento sfrutta il sistema immunitario: vengono prelevati dei linfociti T dei pazienti, viene conferita loro la capacità di individuare e attaccare le cellule tumorali e vengono reinseriti nel corpo dei pazienti affinché il tumore venga distrutto.

I risultati dei primi test evidenziano che su 26 pazienti terminali ai quali è stata somministrata la cura, 24 hanno avuto una remissione completa della massa tumorale.

Le cure però provocano anche effetti negativi, fra cui febbre alta e bassa pressione ed in due dei pazienti curati si è verificato un collasso del sistema immunitario.

La professoressa Bonini ed i suoi colleghi stanno lavorando su una nuova tipologia di cellule che potranno usare le molecole sensoriali come recettori antigeni per eliminare una grande varietà di forme di cancro.

Un rapporto del 2015 dell’Associazione italiana dei Registri Tumori e dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica, sottolinea la diffusione della malattia: un uomo su due e una donna su tre rischia nella vita di ammalarsi di cancro; sino a vent’anni fa in Italia, la mortalità era maggiore al Nord mentre oggi si sta andando verso un progressivo livellamento a causa di un aumento di diagnosi al Sud. I dati lasciano trasparire che ormai ammalarsi non sia più una condanna a morte, infatti la sopravvivenza dopo cinque anni di infezione è aumentata; dal 2010 si è registrato un più 17% sulle guarigioni ,mentre la probabilità di morire è per gli uomini di uno ogni tre e per le donne di uno ogni sei. Dai dati emerge la possibilità di ridurre le probabilità di infezione mantenendo abitudini alimentari sane, non fumando e praticando regolarmente un leggero allenamento.

Luigi Tatonetti

LA SONDA CASSINI PRONTA “A TUFFARSI” NELLE ACQUE DI ENCELADO

Nata da una collaborazione tra le maggiori agenzie spaziali del globo, la sonda Cassini potrebbe rivelare la presenza di vita
extraterrestre sulla luna di Saturno

La sonda Cassini sta sorvolando Encelado, il sesto satellite naturale, in ordine di grandezza di Saturno. L’obiettivo è di catturare l’acqua lanciata nello spazio dai geyser della luna permettendo agli scienziati di studiare a fondo l’oceano nascosto sotto la superficie ghiacciata del satellite. Il passaggio è previsto alle 11:22 (ora italiana); avverrà a circa quarantanove chilometri di altezza dal polo sud di Encelado e sarà fondamentale per capire il livello di attività idrotermale all’interno del mare sotterraneo. Lo strumento utilizzato è l’analizzatore di polveri, il cui compito è di individuare eventuali particelle come l’idrogeno molecolare, formato da due atomi d’idrogeno.

“Siamo alla ricerca di oceani di acqua liquida che siano vecchi e ricchi da un punto di vista chimico”; così diceva lo scienziato Kevin Hand del Jet Propulsion Laboratory, alla conferma della scoperta dell’oceano su Encelado. Quello di oggi sarà il penultimo sorvolo di Cassini della luna di Saturno. L’ultimo è previsto il 19 dicembre e servirà per misurare le temperature presenti sul satellite. I dati attesi potrebbero farci scoprire qualcosa di nuovo su questi mondi ghiacciati tanto silenziosi quanto affascinanti.

Gianluigi Marsibilio

LA RISONANZA MAGNETICA UTILE PER ELIMINARE IL TUMORE

Recenti studi dimostrano che i campi magnetici dirigono e aprono la strada alle cellule capaci di uccidere il cancro contro quelle malate riducendone la crescita

La risonanza magnetica, oltre a individuare il tumore, può anche aiutare a curarlo, soprattutto nei casi più complicati. Può essere infatti usata per dirigere delle cellule capaci di uccidere il cancro contro quelle malate e ridurne la crescita. La tecnica è stata testata sui topi, usando uno speciale farmaco iniettabile.

Descritto sulla rivista Nature, la sperimentazione è stata coordinata da Munnita Muthana dell’università di Sheffield. Gli apparecchi delle risonanze magnetiche impiegano forti campi magnetici per creare delle immagini ad alta risoluzione, utili per individuare il tumore. Dopo aver prelevato le cellule immunitarie dei topi, i ricercatori le hanno usate come veicolo per trasportare un virus che infetta e uccide in modo specifico le cellule del tumore. Le cellule immunitarie così magnetizzate sono state poi iniettate nei topi con tumore alla prostata. Usando l’apparecchio della risonanza, gli studiosi hanno creato dei campi magnetici, e indirizzato le cellule killer verso quelle del tumore.

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Un vantaggio del nuovo metodo è che sembra concentrarsi sulle cellule tumorali con piccoli danni ai tessuti sani circostanti, il che significa meno effetti avversi per i pazienti. Non è ancora chiaro se la tecnica potrà essere usata sugli uomini, anche se questa è la speranza. Per capirlo serviranno ulteriori studi.

(Fonte ANSA)

UN MICROSCOPIO CHE VIAGGIA NEL TEMPO

Inventato un microscopio che viaggia a ritroso nel tempo per scoprire l’origine delle malattie

Inventato un miscroscopio capace di “viaggiare nel tempo”: può ricostruire tutti gli eventi e rivelare i fattori che sono all’origine delle malattie. E’ stato realizzato in Italia da due laureati rientrati dagli Stati Uniti e dall?America per lavorare nell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova (qui il sito dell’Istituto http://www.iit.it/it/home.html) e lo studio è stato descritto dalla rivista Nature Communication (http://www.nature.com/ncomms/index.html)

Questo apparecchio apre una nuova strada verso la costruzione di nuovi microscopi capaci non soltanto di esplorare gli eventi molecolari che hanno originato la malattie, ma anche di osservarne l’evoluzione. Il merito è di Luca Lanzanò e Giuseppe Vicidomini, rientrati in Italia dall’università della California a Irvine e dall’Istituto Max Planck di Gottinga. Nel 2014 il Premio Nobel per la Chimica fu assegnato ai microscopi “a super rivoluzione”, che promettono di compiere un ulteriore passo avanti: l’osservazione delle molecole che si trovano molto vicine tra loro e il modo in cui si modificano nel tempo.

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“Siamo in grado di aumentare la capacità di un microscopio di distinguere strutture sempre più piccole all’interno delle cellule, attraverso un processo naturale che utilizziamo quotidianamente” racconta Lanzanò. Vicidomini spiega che quello che accade è simile a “quando ci ritroviamo a conversare in un ambiente con più persone che parlano contemporaneamente: il nostro cervello riesce a identificare e filtrare la voce del nostro interlocutore in base alla frequenza temporale del suono emesso. Nello stesso modo il nostro microscopio a super-risoluzione riesce ad ‘ascoltare’ una nanoscopica porzione del campione da analizzare, ignorando gli altri segnali che interferirebbero con la qualità dell’immagine”.

Questa strada promettente potrebbe rivoluzionare molti campi di studio, primo fra tutto quello dei tumori. “Grazie al microscopio potremmo osservare come e perché questi errori vengano generati all’interno del complesso e ‘affollato’ ambiente cellulare”, conclude Lanzanò.

Fabio Beretta

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