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"Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me'' I. Kant

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Sette Giorni di Scienza

TRA SCIENZA & COSCIENZA CERCA COLLABORATORI

Tra Scienza & Coscienza cerca collaboratori per la realizzazione di contributi per il sito.

Cerchiamo giovani volenterosi di dare il loro contributo al progetto con idee innovative e dedizione per la divulgazione scientifica. Da tempo ormai parliamo di scienza e ricerca con accuratezza e mettendo la voce degli scienziati in primo piano.

Se siete interessati non esitate a contattarci direttamente sulla nostra pagina Facebook mandandoci una breve presentazione e i campi di interesse principali che avete.

COSA HA CAMBIATO LA SCIENZA NEL 2016?

Alla fine di ogni anno si fanno bilanci nella comunità scientifica e anche noi di Tra Scienza & Coscienza vogliamo farli con i nostri lettori, per questo chiediamo di segnalarci quale, secondo voi, è stata la ricerca scientifica più importante del 2016.

Oggi pubblichiamo una breve lista con i nostri articoli e le ricerche in allegato per farvi un’idea, segnalateci la vostra opinione nel sondaggio qui sotto e il 1 gennaio scopriremo il risultato finale.

LA RILEVAZIONE DELLE ONDE GRAVITAZIONALI: il giorno 14 settembre 2015, grazie agli interferometri LIGO, alle 10:50:45 (ora italiana) si è avuta la prova dell’esistenza delle onde gravitazionali, teorizzate da Einstein un secolo fa nella sua Teoria della Relatività Generale.

 

L’OSSERVAZIONE DI UN PIANETA INTORNO A PROXIMA CENTAURI: dopo anni di campagne osservative intorno a Proxima Centauri la comunità scientifica ha rilevato un earth like planet, ancora tutto da scoprire. Proxima B aspetta il vostro voto.

 

LA VIA LATTEA INVISIBILE: nel corso dell’estate avevamo parlato dell’atlante mondiale sull’inquinamento luminoso, oltre l’80% degli abitanti del pianeta non riesce più a vedere la Via Lattea.

 

ALPHAGO L’AI CHE HA BATTUTO L’ESSERE UMANO: 4-1 per l’Intelligenza Artificiale: questo è il computo finale delle sfide tra AlphaGo e Lee Sedol. Dopo vent’anni dal duello tra Deep Blue e Garry Kasparov un’intelligenza artificiale ha battuto ancora l’uomo.

 

LE NUOVE SPERANZE SULL’ALZHEIMER : Il farmaco Aducanumab è al centro della ricerca contro le malattie neurodegenerative e lo studio di Alfred Sandrock e Jeff Sevigny potrebbe essere veramente la ricerca dell’anno.

UNIVERSO ZIKA: Le novità su Zika sono state tantissime e le ricerche connesse a questo morbo si sono dimostrate fondamentali per comprendere al meglio il virus, ancora molte domande aspettano risposte nel 2017.

 

SUPERARE LA TETRAPLEGIA: Attraverso una rete senza fili è stato possibile, per una scimmia, tornare a camminare dopo aver subito una paralisi totale. Questo è un passo decisivo per riportare gli uomini affetti da paralisi a camminare di nuovo.

 

Quelle riportate sono solo alcune delle indicazioni che potete darci, aspettiamo le vostre scelte e speriamo di essere sorpresi dai nostri fedeli lettori.

Gianluigi Marsibilio

PAGINE DI SCIENZA – “THE POPE OF PHYSICS”

Noi di Tra Scienza & Coscienza oggi lanciamo una nuova rubrica: Pagine di Scienza.

Nella rubrica, che avrà una cadenza mensile, consiglieremo ai nostri sempre più numerosi lettori, un libro in italiano o in inglese da leggere per approfondire temi a noi cari.

La nostra segnalazione di novembre è dedicata al libro The Pope of Physics, scritto da Gino Segrè, professore di fisica emerito presso l’Università della Pennsylvania, autore di tantissimi saggi divulgativi e Bettina Hoerlin, professoressa presso l’Università della Pennsylvania e moglie del fisico.

Il libro è dedicato a Enrico Fermi, il più celebre dei ragazzi di via Panisperna, che nel 1938 si portò a casa il Nobel per la fisica grazie alla scoperta della radiazione indotta da neutroni lenti.

Fermi andato via dall’Italia per le leggi razziali, approda negli USA nel 1939 e nonostante la diffidenza di alcuni statunitensi nell’affidare ruoli importanti in progetti segreti a emigrati stranieri, tutti devono inchinarsi alla grandezza dello scienziato, che nel 1942 comincia a lavorare sotto l’Università di Chicago al primo reattore nucleare al mondo.

La bellezza di questo libro ruota intorno all’infallibilità scientifica di Fermi, proprio a Roma infatti i suoi colleghi diedero allo scienziato il soprannome “il Papa della fisica”: con questo libro si riesce ad entrare nella vita di una delle personalità più belle della storia della scienza.

Nel lavoro di Segrè e della Hoerlin riusciamo a scoprire aneddoti della vita e del lavoro di Fermi, comprendendo anche come i due aspetti siano estremamente interconnessi.

Dalla sua vita con Laura, moglie dello scienziato, al rapporto con i suoi allievi, tutto nel libro ruota intorno a lui. I lettori si trovano effettivamente dinanzi ad una sorta di agiografia che risulta piacevole e mai ripetitiva.

Il racconto viene dallo sguardo privilegiato di Segrè, figlio di Emilio, allievo di Fermi e vincitore del Nobel per la fisica nel 1959.

Attraverso la lettura si riesce ad entrare nella vita di uno scienziato come Fermi e immaginare il mondo visto dall’89 A di Via Panisperna e dalle stanze del Manhattan Project.

Crawford Greenewalt disse di Fermi: “ He was really an extraordinary man. He happened to be a physicist, but I think he could have gone into any profession, whether by accident or by design, and done extraordinarily well at it”, in ogni professione Fermi sarebbe stato il migliore, fortunatamente per la comunità scientifica Fermi a 17 anni già padroneggiava perfettamente la fisica e oggi non si può non conoscere una figura del genere, per questo leggere il libro di Segrè e Hoerlin è un vero piacere per tutti gli innamorati della scienza.

Gianluigi Marsibilio

 

(Potete mandarci le vostre impressioni sul libro e delle idee per le prossime segnalazioni)

 

Sette Giorni di Scienza

La settimana che sta per venire sarà contrassegnata dalla consegna dei Premi Nobel, il calendario delle assegnazioni è questo:

-Fisiologia o Medicina: lunedì 3 ottobre, ore 11.30

Fisica: Martedì 4 ottobre, ore 11.45

Chimica: Mercoledì 5 ottobre, ore 11.45

Le previsioni, come ogni anno, sono state già fatte dall’Istituto Thomson Reuters, che ormai ha una buona tradizione nell’indovinare i reali vincitori del premio.

Nella fisica gli occhi sono puntati su Ronald W.P. Drever, Kip S. Thorne e Rainer Weiss, per la progettazione degli interferometri che hanno rilevato le onde gravitazioni.

Questa settimana la rivista Science ha pubblicato anche la storia di Barry Barish, fisico classe ’36, che è stato fondamentale nella riorganizzazione di LIGO, ed in questo modo lo ha indirettamente proposto per il Nobel della fisica.

In medicina gli occhi sono puntati sui nuovi studi dei linfociti T, di cui vi abbiamo parlato in un nostro articolo. I tre papabili vincitori sono tre scienziati USA, James P. Allison, Jeffrey A. Bluestone e Craig B. Thompson.

Per la chimica occhio all’editing genetico e alla CRISP-CAS. Ovviamente ancora nulla è deciso e solo la prossima settimana sapremo chi avrà il grande onore di aver vinto il premio “apportando considerevoli benefici all’umanità”.

Le scelte dell’accademia svedese non sono state sempre conformi alla massima appena citata, molti sono i casi di assegnazioni alquanto controverse: Fritz Haber, nel 1918, è stato insignito dell’onorificenza dopo aver creato ammoniaca da gas azoto e idrogeno.

Le sue ricerche e il suo metodo sono stati certamente utilissimi in agricoltura, tuttavia si sono rivelati fondamentali anche nella guerra mondiale, per l’uso di armi chimiche. Lo scienziato inoltre dette il via, durante le guerre, al procedimento per sintetizzare lo Zyklon B usato dai nazisti.

Non solo nella chimica le assegnazioni sono apparse controverse e sicuramente in settimana avremo tempo di parlarne. Ora gli occhi sono puntati sul premio per la medicina, dopo i grossi problemi avuti dal Karolinska Institute con la vicenda di Paolo Macchiarini.

ROSETTA È A DESTINAZIONE

Durante la settimana vi abbiamo parlato della sonda Rosetta che finalmente si preparava a toccare la sua cometa e a concludere la storica missione. Nella giornata del 30 settembre Rosetta è tornata a casa nel sito della cometa rinominato Sais, in onore della scoperta della stele di Rosetta in Egitto avvenuta proprio nel luogo omonimo. La sonda ha mandato dati e immagini fino allo schianto, lo strumento è arrivato a terra a passo d’uomo e le manovre si sono svolte perfettamente.

BIOMATERIALI AL SERVIZIO DEL 3D

Le ossa non sono facili da trattare chirugicamente, una nuova speranza viene da un articolo pubblicato su Science di questa settimana: un team della Northwestern Engineering ha sviluppato un inchiostro per la stampa 3-D, che produce un impianto osseo sintetico. La particolarità di questa applicazione sta nella grande di capacità di rigenerazione e crescita ossea. L’importanza di questa tecnica va vista alla luce delle grandi difficoltà avute nella chirurgia pediatrica: questo tipo di materiale offre finalmente una grande opportunità anche per i bambini, a cui spesso è difficile installare impianti metallici classici.

Gianluigi Marsibilio

Sette Giorni di Scienza

La Nasa sta preparando la conferenza di domani sulle nuove rilevazioni fatte dall’HST (Hubble Space Telescope) in merito ad una campagna osservativa basata sul raccoglimento di nuovi dati sulla possibile presenza di un oceano sotto la superficie di Europa.

Il satellite di Giove ha sempre catalizzato l’attenzione degli astronomi, ad esempio Robert Pappalardo dell’University of Colorado, alcuni anni fa dichiarò: “Abbiamo impiegato molto tempo e sforzi per cercare di capire se Marte avesse avuto in passato un ambiente abitabile. Europa oggi, probabilmente, è un ambiente abitabile. Dobbiamo confermarlo, ma Europa potenzialmente ha tutti gli ingredienti per la vita, e non solo 4 miliardi di anni fa, ma oggi”.

La NASA, tramite il proprio account Twitter, ha confermato che nella conferenza di domani non ci sarà alcuna rivelazione su probabili forme di vita, le novità saranno sicuramente correlate alla presenza dell’oceano sotto la superficie della Luna.

PLUTONE STUPEFACENTE

Non solo l’oceano di Europa, anche Plutone, secondo una ricerca pubblicata su Geophysical Research Letters, ha il suo oceano sotterraneo.

L’oceano, secondo i dati raccolti dal team guidato da Brandon Johnson della Brown University, è difficile da studiare nei particolari: le informazioni finora scoperte vengono da una simulazione d’impatto tra un enorme asteroide e la ormai famosa Sputnik Planum, che presenta la caratteristica forma a cuore.

L’ipotesi è sorprendente e nonostante ancora i molti punti di domanda è sicuramente un buon inizio per avere più informazioni su Plutone.

Dopo il passaggio ravvicinato di New Horizons a luglio del 2015, alcuni scienziati avevano già ipotizzato la presenza di acqua sul pianeta.

Le prime ipotesi sono venute da ricercatori proprio della Brown e oggi con questo passo ulteriore sarà più semplice sviluppare modelli sul nano pianeta e il suo misterioso oceano.

Domani non solo seguiremo la teleconferenza della NASA sulle novità di Europa, ma pubblicheremo un cortometraggio realizzato da alcuni scienziati dell’Hubble Telescope, realizzato con le immagini delle galassie raccolte proprio durante i decenni di attività del telescopio spaziale.

Gianluigi Marsibilio

Crediti foto: NASA

Sette Giorni di Scienza

Grazie alla prima release di dati del satellite GAIA, gli astronomi dell’ESA hanno sviluppato la mappa più dettagliata della nostra galassia, analizzando la posizione di un miliardo di stelle.

La Via Lattea, nonostante sia la nostra casa da sempre, nasconde ancora moltissimi misteri. Per avere una visione più completa della nostra galassia, il satellite GAIA (ESA) lanciato nel 2013, ha il compito di fornire dati importanti sulla nascita della Via Lattea, attraverso lo studio delle posizioni dell’1% dei 100 miliardi di stelle presenti.

Le mappe fornite da GAIA, in questa versione interstellare di Google Maps, saranno utili per tutte le prossime missioni spaziali.

Alla fine della corsa il satellite avrà analizzato quasi tre miliardi di stelle, utili anche nello studio di rilevazione e formazione dei pianeti.

BORN TO BE NOT WILD

Non c’è più spazio per essere dei selvaggi nel mondo. Le aree salvegge hanno avuto un ridimensionamento nel mondo di oltre il 10%. Il team, guidato da James Watson dell’Università di Queensland in Australia, ha mappato il rapido declino delle aree naturali; le rilevazioni sono state possibili grazie a delle dettagliate immagini satellitari.

I punti principali messi in luce dalla ricerca vanno dalle mancate politiche di conservazione a livello globale, alla considerazione che gli sforzi volti alla protezione delle aree non tengono il passo con le reali perdite.

Negli ultimi due decenni 1/10 di tutte le aree naturali nel mondo si sono perse, con perdite enormi in zone come l’Amazzonia, con perdite del 30% e in Africa centrale (14%).

UN MONDO S-CONGELATO

Vi avevamo raccontato alcuni mesi fa le drastiche condizioni in cui versa il ghiaccio artico: nei primi dieci giorni di settembre l’Artico ha perso ghiaccio con una velocità mai registrata. Nel periodo 1981-2010 il ritmo era di 21.000 chilometri quadrati al giorno, oggi sono 34.100 chilometri quadrati (13.200 miglia quadrate) quelli persi quotidianamente.

Il livello minimo di ghiaccio nell’anno è di 1 milione di miglia quadrate (2,56 milioni di chilometri quadrati), per intenderci si tratta della dimensione dell’Alaska e il Texas messi insieme. La stagione è stata particolare, dato che inizialmente alcune tempeste hanno mantenuto il ghiaccio, tuttavia ora siamo tornati ai livelli critici registrati in inverno.

Il mondo, seppur l’Artico appare molto lontano, continuerà ad essere colpito dalle anomalie climatiche dovute allo scioglimento dei ghiacci.

Gianluigi Marsibilio

Sette Giorni di Scienza

La settimana appena passata è trascorsa all’insegna di importanti vittorie spaziali, tuttavia anche la lotta contro il cancro ha fatto un importante passo avanti, almeno dal punto di vista burocratico, con la pubblicazione delle linee guida della campagna Moonshot.

Riavvolgiamo il nastro temporale all’inizio della settimana: l’ESA, attraverso la sonda Rosetta, è riuscita a rintracciare sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko il lander perduto ufficialmente il 27 luglio 2016. L’addio al lander è avvenuto dopo un comunicato dell’Agenzia Spaziale Europea, a fine settembre anche Rosetta si addormenterà sulla cometa e dirà addio alla sua missione, che nonostante alcuni punti critici ha regalato ai ricercatori tanti dati importanti.

Philae è stato individuato grazie ad una foto che mostra come il lander si sia arenato in una fessura scura sulla superficie della cometa; il problema riscontrato con il robot è avvenuto a causa della mancata ricarica della batteria attraverso i pannelli solari. Ora finalmente abbiamo scoperto dove Philae si è nascosto e ha perso il suo contatto con noi, tra pochi giorni anche Rosetta dirà addio alla sua missione e noi la ringraziamo.

OBIETTIVO MOONSHOT

La Casa Bianca nel mese di gennaio aveva lanciato l’obiettivo Cancer Moonshot, con la speranza di raddoppiare l’impatto della ricerca verso una cura definitiva per il cancro entro il prossimo quinquennio.

Il 7 settembre il Blue Ribbon Panel ha presentato in un convegno la sua relazione, con 10 obiettivi per migliorare lo studio,favorire gli obiettivi e arrivare al definitivo obiettivo fissato da Obama nel mese di gennaio.

I punti salienti del documento parlano di azioni fondamentali come:

-Stabilire una rete per il coinvolgimento diretto del paziente

– Creare una rete di studi clinici dedicati esclusivamente all’immunoterapia

– Sviluppare modi per superare la resistenza del tumore alla terapia

– Costruire un ecosistema di dati National Cancer

– Intensificare la ricerca sui principali fattori di tumori infantili

– Minimizzare gli effetti collaterali debilitanti del trattamento del cancro

– Espandere l’uso di provata prevenzione del cancro e le strategie di diagnosi precoce

– Approfondire il passato dei dati del paziente per prevedere i risultati futuri

– Predire la risposta ai trattamenti standard attraverso l’analisi retrospettiva di campioni dei pazienti.

-Sviluppare un atlante 3D del cancro

 

OSIRIS – REX VERSO BENNU

OSIRIS – Rex sarà la prima missione ad indagare in modo così accurato intorno al ruolo degli asteroidi nello sviluppo della vita, ma non bisogna dimenticare gli obiettivi secondari: si cercherà di analizzare al meglio le risorse minerarie dell’oggetto, per comprendere come in futuro l’uomo potrà servirsi degli asteoroidi, e attraverso le analisi delle dinamiche si riuscirà ad avere maggiori informazioni sui corpi potenzialmente pericolosi per il nostro pianeta.

La NASA ha finalmente messo a segno, dopo oltre 12 anni di studi, l’avvio della missione. Tutto ciò è importantissimo per scoprire di più sulla presenza dei mattoni della vita, soprattutto su molecole e amminoacidi.

Nel nostro articolo di venerdì, dedicato alla nuova sfida della NASA, abbiamo parlato anche degli aspetti legali dello sfruttamento degli asteoroidi e delle implicazioni della missione nel panorama futuro, che mette in perenne sfida l’uomo e lo spazio.

Gianluigi Marsibilio

Foto crediti: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team/PA

“Sette Giorni di Scienza”

150 scienziati australiani hanno inviato al loro governo una lettera per sensibilizzare l’amministrazione sul tema del riscaldamento climatico. Gli scienziati hanno sottolineato come luglio 2016 sia stato il mese più caldo mai registrato e hanno fatto pressione sul Premier Malcolm Turnbull affinchè solleciti il suo e gli altri governi a risolvere la situazione climatica con accordi validi. Queste sono le parole della comunità indirizzate al primo ministro: “Mentre l’accordo di Parigi resta non vincolante e il riscaldamento globale ha ricevuto attenzione minima nelle recenti elezioni, i governi di tutto il mondo stanno avallando una morte su larga scala degli ecosistemi planetari, che minaccia di lasciare gran parte della Terra inabitabile. Chiediamo al governo australiano di affrontare alla radice le cause di una tragedia climatica e fare ciò che è necessario per proteggere le generazioni future e la natura, incluse sia le riduzioni significative delle emissioni di picco di carbonio in Australia che le esportazioni di carbone, mentre c’è ancora tempo”.

I ricercatori sono stati chiari, all’orizzonte non c’è nessuna “Terra B”.

 

SPACEX OLTRE L’ESPLOSIONE

Nella giornata di giovedì il razzo di SpaceX è esploso, a causa di un problema al serbatoio di ossigeno, sulla piattaforma di lancio a Cape Canaveral.

Le indagini complete per verificare e risolvere tutti i disagi che hanno portato al grave incidente di questa setttimana sono ancora in corso.

La priorità dell’azienda adesso rimane: “quella di tornare in volo in modo sicuro e affidabile per i nostri clienti, e prendere tutte le misure necessarie per garantire i massimi livelli di sicurezza per le future missioni con equipaggio che si svolgereanno con Falcon 9”.

Il danno è ancora difficile da calcolare, quindi altrettanto complesso è stabilire una data per il ritorno di Falcon9: i clienti sono in attesa e tutto il mondo, aereospaziale e non, attende sviluppi.
Prima di darvi appuntamento alla prossima settimana  vi segnaliamo una lettura molto interessante dal New York Times sulla lotta scientifica e legale nel mercato delle sigarette elettroniche e del tabacco negli USA.

 

Gianluigi Marsibilio

“Sette Giorni di Scienza”

Proxima Centauri e il futuro della fisica sperimentale, questi sono gli argomenti che toccheremo questa settimana con Sette Giorni di Scienza. Lo faremo tramite l’aiuto di Micheal Endl, autore dello studio sul pianeta di Proxima Centauri e Bruno Lenzi, fisico del CERN.

PROXIMA CENTAURI, LA CACCIA AI MONDI INIZIA ADESSO

“Roccioso e nella zona abitabile della sua stella madre, tuttavia ancora sappiamo se è davvero simile alla terra nella composizione, atmosfera e campo magnetico” così Micheal Endl ci ha descritto Proxima b. Pur non tralasciando questi dettagli fondamentali per scoprire cosa ci potrebbe riservare questo pianeta, oggi possiamo già festeggiare per la rilevazione del mondo intorno alla stella più vicina al nostro sole, perchè testimonia che siamo effettivamente entrati in un nuova era per la ricerca degli esopianeti.

Bisognerà aspettare la nuova generazione di strumenti per che: “Aiuteranno nello studio della composizione del pianeta e nello studio della possibile atmosfera del pianeta”.

Gli scienziati stanno a guardare e non vedono l’ora di realizzare, come ha fatto per anni la fantascienza, i sogni degli essere umani a caccia di risposte, Ende ci ha dichiarato il suo amore per 2001 Odissea nello Spazio: “La colpa della mia passione per lo spazio è di Stanley Kubrick, che con Odissea Nello Spazio mi ha colpito quando ero un ragazzo”.

LHC E OLTRE, IL FUTURO DELLA FISICA

Siamo ancora all’inizio del programma di fisica di LHC, questi sono forse l’1% dei dati aspettati. Dovremo produrre ancora risultati molto più precisi sulle misure delle proprietà del bosone di Higgs, di altri particelle e fenomeni legati al modello standard della fisica delle particelle. Se siamo fortunati potremmo osservare nuovi fenomeni. Altrimenti uno può aspettare risultati interessanti nell’ambito della fisica dei neutrini, che sono particelle con delle proprietà ancora abbastanza sconosciute”, così Lenzi ci ha introdotto nella discussione sul futuro della fisica, oggi molti laboratori in giro per il mondo stanno proponendo progetti per la realizzazione di accelleratori, dal Japan Hosted International Linear Collider al maxi strumento proposto dal CERN da realizzare entro il 2040.

Sulla mancata conferma delle osservazioni Lenzi è stato chiaro: “I nuovi dati non confermano un modesto eccesso di eventi presente nel canale a due fotoni con i dati di LHC del 2015. Invece si vede un buon accordo fra dati e predizioni basate su fenomeni conosciuti, che suggeriscono che si trattava di una fluttuazione statistica”.

Certo, dopo il bosone di Higgs tutto è diverso e la fisica freme per nuove scoperte: “Il bosone di Higgs era il pezzo che mancava per completare il modello standard della fisica delle particelle, che include 3 su 4 interazioni fondamentali (solo la gravitazione non è inclusa) e tutte le particelle conosciute. È sicuramente stata una scoperta importantissima, risultato di molti anni di preparazione, sviluppo, operazioni e analisi per migliaia di scienziati, ingegneri, informatici e studenti. Allo stesso tempo, la scoperta non cambia il paradigma della fisica delle particelle.  Negli ultimi anni la comunità si è  concentrata sullo studio delle sue proprietà e sulla ricerca di nuovi fenomeni. Una deviazione delle proprietà rispetto alle predizione possono indicare che la teoria è incompleta e indicare come dovremo aspettarci a vedere nuovi effetti”.

Gli scienziati vogliono andare oltre e pieni della loro curiosità desiderano abbattere le frontiere dell’universo conosciuto.

Gianluigi Marsibilio

Crediti foto: (ESO / M. Kornmesser)

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