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NON è VITA, MA CI SIAMO MOLTO VICINI: MOLECOLE ORGANICHE TROVATE SU MARTE

Appena poco sotto la superficie di Marte è stata fatta, dal Rover Curiosity della Nasa, una scoperta sensazionale: sono state trovate, in alcune rocce antiche, delle tracce di molecole organiche.
Le molecole rintracciate includono tiofeni ricchi di zolfo e idrocarburi, come benzene e propano.

La scoperta non ancora ci porta ad un’immediata dimostrazione dell’esistenza passata della vita sul pianeta rosso, ma fornisce una testimonianza importante del passato di Marte. Insomma non è vita eppure stiamo andando, a grandi passi, in quella direzione.

La scoperta è stata riportata, tramite un team di scienziati internazionali, sulla rivista Science.
Lo strumento chiave per decodificare tutti questi dati e stato SAM, Sample Analysis at Mars che ha analizzato i campioni raccolti intorno al cratere Gale.
Il trapano, che ha perforato la superficie del campione di 3,5 miliardi di anni fa, ha perforato solo 5 cm sotto la superficie, questo indica che probabilmente scavando più nel profondo, grazie a delle successive, si riusciranno ad avere ancora più dati.

Alcuni sicuramente ricordano come nel ‘96 una enorme attenzione si generò per quelle che si pensavano fossero tracce di vita su Marte, rinvenute su un meteorite ritrovato sulla Terra.

La scoperta del ‘96 non è mai stata verificata e anzi ci ha insegnato quanto è difficile testare l’effettiva esistenza della vita sul pianeta rosso e in generale nell’universo.

I composti rinvenuti su Marte, possono essere stati prodotti dalla vita dato che, indicatori del genere, indicano solitamente una fonte di cibo per gli organismi.

Il cratere in cui si è concentrata l’attività di ricerca, è stato oggetto di indagine dal 2005 e allora gli scienziati infatti avevano spiegato che il Gale Crater era un luogo in cui, un tempo, scorreva acqua liquida in gran quantità.

Il materiale trovato è simile al kerogene terrestre, ma questo non implica una diretta connessione con la vita.

Ad accendere ancora di più la curiosità degli scienziati è sicuramente l’abbondanza di metano nell’atmosfera, i principali produttori di questo gas sul nostro pianeta sono ad esempio i batteri nell’intestino dei bovini e altre forme di vita.

Noi sappiamo che c’è ancora molto da scoprire e una serie di missioni pianificate per i prossimi decenni aiuteranno a trovare finalmente la quadratura del cerchio di tutta questa serie di informazioni, che mano a mano otteniamo ma che purtroppo rimangono ancora difficili da connettere tra loro. Chissà, in futuro, unendo i punti, cosa verrà fuori. Vita?

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