Altro importante set di dati analizzato da K2, l’aggiornamento della missione Kepler che da ormai parecchi anni ci riserva sorprese, ha permesso agli scienziati di segnare sul tabellino degli esopianeti 15 nuovi corpi, inclusa una super terra molto promettente che potrebbe ospitare acqua liquida.

Il gruppo di ricerca è stato guidato da Teruyuki Hirano del Dipartimento di Scienze Planetarie del Tokyo Institute of Technology e ha convalidato questi pianeti in orbita attorno a vari sistemi di nane rosse.
Il team che ha guidato gli studi è KESPRINT, formato dalla fusione di KEST (Kepler Exoplanet Science Team) e ESPRINT (Equipo de Seguimiento de Planetas Rocosos Intepretando sus Transitos) avvenuta nel 2016.

Le stelle prese in considerazione sono tutte di piccola massa e sono state osservate e analizzate tramite l’analisi sulla curva di luce, l’imaging a ottica adattiva e la spettroscopia ottica a bassa e alta risoluzione.

I risultati sono stati pubblicati grazie a due articoli sul The Astronomical Journal.
Il pianeta potenzialmente più promettente è  K2-155d ma, come hanno spiegato i ricercatori, ci sarebbe bisogno di ulteriori stime sul raggio e la temperatura della stella per chiarire le ipotesi di abitabilità del pianeta.  Hirano, a capo della ricerca, esprime , sul comunicato stampa dello studio, sia entusiasmo che moderazione : “Nelle nostre simulazioni, l’atmosfera e la composizione del pianeta sono state ritenute simili alla Terra, ma non c’è alcuna garanzia che sia così.” .

Un’altra evidenza importante della ricerca riguarda il minor numero di pianeti che orbitano attorno alle nane rosse, rispetto a i pianeti che girano intorno a stelle di tipo solare.

Anche la dimensione dei corpi è assolutamente ridotta e per questo si punta il dito contro la foto-evaporazione, un effetto che va ad eliminare l’involucro dell’atmosfera planetaria.

Hirano crede fortemente nella missione TESS (NASA): “Si prevede che TESS trovi molti pianeti candidati attorno a stelle luminose più vicine alla Terra”, inoltre:”Ciò faciliterà enormemente le osservazioni di follow-up, compresa la ricerca di atmosfere planetarie e la determinazione dell’orbita precisa dei pianeti”.

 

Crediti: Tokyo Institute of Technology