“La Sorgente per SOX non è abbastanza radioattiva”. L’INFN nella giornata di ieri ha comunicato insieme a Cea/ IRFU l’annullamento del progetto all’interno dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso. Dopo le varie difficoltà burocratiche avute a dicembre, il produttore della sorgente ha comunicato in modo definitivo che non è in grado di realizzare un generatore di antineutrini basato sul Cerio 144. Noi abbiamo raggiunto il professore e responsabile Marco Pallavicini chiedendo direttamente a lui quale sia stata la più grande difficoltà dal punto di vista scientifico per realizzare l’esperimento la risposta è stata semplice due punti: “La sorgente stessa”.

“Abbiamo dovuto prendere atto – ha continuato il professore- che il produttore non riesce a creare una sorgente idonea, ci sono state difficoltà inattese ad ottenere un’attività sufficiente e le prospettive che ci hanno proposto sono poco credibili”.7

Costruire una sorgente del genere non è affatto semplice, tuttavia la possibilità di realizzarla poneva l’esperimento SOX una vera speranza per il panorama della fisica sperimentale.

Come specifica il comunicato INFN: “Esistono tre tipi di neutrini: elettronico, muonico e del tau che, quando interagiscono con la materia, possono produrre rispettivamente elettroni, muoni e particelle tau. I neutrini possono però trasformarsi da un tipo in un altro: questo fenomeno si chiama oscillazione del neutrino. Alcuni rivelatori di neutrini nel mondo hanno osservato in flussi di neutrini elettronici un’anomalia in questo processo di oscillazione, misurando la scomparsa di alcune di queste particelle, anomalia che si può spiegare con l’esistenza dei cosiddetti neutrini sterili. La scoperta di queste particelle avrebbe implicazioni profonde per la comprensione dell’universo e della fisica delle particelle fondamentali. Il neutrino sterile aprirebbe, infatti, una nuova era nella fisica e nella cosmologia, perché sarebbe la prima particella scoperta non compresa nel Modello Standard, che è la nostra attuale teoria che descrive le particelle elementari e le interazioni che ne regolano il comportamento”

Delusi da questo risultato, dopo aver sostenuto le battaglie dei ricercatori in questi mesi abbiamo chiesto quali potrebbero essere le alternative a SOX, Pallavicini ci ha risposto così: “Al Gran Sasso l’idea vincente era Sox. Non potendolo fare dovremmo riflettere ma tutti gli esperimenti nel mondo si basano su reattori nucleari che in Italia non abbiamo”.

Nell’esprimere la massima solidarietà e vicinanza ai ricercatori, in particolare quelli più giovani, speriamo di poter vedere nei nostri laboratori del Gran Sasso presto un esperimento che andrà ad indagare sul neutrino sterile e sul suo comportamento.

Crediti foto: INFN