La stampa 3D può realmente rivoluzionare il mondo della medicina: degli ingegneri di Rutgers hanno inventato un metodo di stampa che in futuro potrà permettere, tramite l’utilizzo di un gel intelligente, lo sviluppo di tessuti vivi come organi e soft robot.

Il materiale usato è un idrogel, quindi con un alto contenuto di acqua, che riesce a cambiare forma nel tempo in base alla temperatura e alla situazione in cui si trova. Un elemento del genere è dunque facilmente adattabile alle esigenze del corpo umano.

L’innovazione è stata presentata su Scientific Reports, rivista di nature.
Com’è stato fatto presente dagli studiosi: “Materiali del genere hanno attirato una crescente attenzione negli ultimi decenni”.
Alcuni idrogel che rispondono ai cambiamenti di temperatura sono stati già studiati e utilizzati in molte applicazioni ad esempio su dispositivi microfluidici oppure sui veicoli utili a portare medicine all’interno del corpo.

Il gel “intelligente” potrebbe fare la parte di un tessuto strutturale in organi come polmoni e addirittura contenere farmaci da portare a spasso nel corpo, un’innovazione del genere permette di studiare farmaci mirati ad attaccare virus e tessuti malati.
Come fatto presente dagli ingegneri della routières e del New Jersey Institute of Technology: “Il potenziale di questo idrogel non è ancora ben compreso”,
Gli scienziati sono riusciti a controllare con precisione la crescita del gel e il suo restringimento: a temperature inferiori a 32 gradi Celsius, l’idrogel assorbe più acqua e si gonfia in dimensione. Quando la temperatura supera i 32 gradi Celsius, per gli ingegneri quindi è fondamentale sfruttare le temperature variabili per capire le applicazioni del gel.

Per produrre un oggetto o un prototipo con questo materiale occorre un modello 3D generato tramite un software CAD, successivamente attraverso uno studio del modello viene generata un’immagine digitale che viene trasferita viene modellata accuratamente con la luce ultravioletta, tutto quanto il processo viene poi fissato sulla resina e viene ripetuto fino a quando tutti gli strati sono completi e formano l’intero oggetto in 3D. Viene quindi effettuata una vera stratificazione, tipica della stampa 3D.

In questi giorni, da un altro team di ricercatori è stato prodotto tramite PDMS un naso in 3D. Per quanto riguarda la stampa del naso sono state combinate due strutture polimeriche diverse durante un processo estremamente complesso di stampa e studio tra materiale e adattabilità al naso.

L’importante in studi del genere è avere il pieno controllo della forma e del materiale di stampa: solo aumentando lo sviluppo e le soluzioni legate al processo di creazione degli oggetti potremmo avere gel e soluzioni sempre più adeguate per esigenze mediche e utili per la nostra vita.

 

 

 

Crediti foto: Daehoon Han/Rutgers University-New Brunswick