Se dovessimo raccontare la situazione dell’inquinamento luminoso in termini economici potremmo parlare di: “Cieli in Crisi”. L’avevamo raccontato all’alba del nostro portale e oggi, grazie ad un nuovo studio apparso su Science, possiamo raccontare come a distanza di qualche anno, le aree illuminate artificialmente a livello globale sono aumentate del 2.2% dal 2012 al 2016 e i cambiamenti di illuminazione hanno portato le stelle in cielo ad eclissarsi sempre più velocemente dalle nostre città.

Lo studio ha usato i dati raccolti da VIIRS (Visible Infrared Imaging Radiometer) che è in grado di avere una risoluzione fino ai 750 metri. I dati, nonostante il copioso risparmio energetico, mostrano un aumento dell’inquinamento luminoso con conseguenze per flora, fauna e benessere umano.

L’illuminazione esterna è cresciuta con un tasso che va dal 3% al 6% all’anno dalla metà del 20° secolo; solo alcuni paesi in questi anni hanno visto delle drastiche riduzioni, ma sono pochi e legati a eventi drammatici come le guerre. Spagna e USA hanno mantenuto invece una situazione stabile, non ampliando di molto le zone illuminate rispetto al recente passato.
Europa, Nord America e Asia stanno sperimentando da anni il loro viaggio al termine della notte e questo è, tralasciando il riferimento letterario, un reale problema per flora e fauna: il 30 per cento dei vertebrati e oltre il 60 per cento degli invertebrati sfrutta il buio per vivere.
C’è da specificare che VIIRS non è in grado di captare le radiazioni reali delle varie luminarie sparse per il mondo, infatti lo strumento non riesce a rintracciare le onde dei LED, che nonostante il grande livello di risparmio energetico, sono estremamente pericolosi per animali e per la nostra salute.
Sul Seattle Times il ricercatore  Christopher Kyba, autore dello studio, ha parlato così dei loro progetti: “Siamo molto interessati a lavorare insieme con le città, con i governi locali e con i partner del settore per cercare di trovare modi in cui possiamo finalmente invertire questa tendenza”.
L’impatto della scorretta illuminazione si riflette anche sull’economia, come spiegava uno studio di Ecological Economics, di alcuni anni fa, la situazione globale della mancanza di buio costa al mondo circa 7 miliardi di dollari l’anno in termini ambientali.

 

Crediti foto: Carla Schaffer / AAAS

La notte come si può ben capire ha un valore non solo romantico ma anche ambientale, economico e sanitario, preservare il cielo notturno è un obbligo che va portato all’attenzione degli amministratori locali e non per aiutare uno sviluppo di una corretta e consapevole illuminazione.

 

Gianluigi Marsibilio