La maggior parte dei paesi in via di sviluppo ha piani ambiziosi per l’espansione delle strade, che vengono spesso progettate per promuovere la crescita economica. Ad esempio, in soli tre anni, la lunghezza totale delle strade asfaltate raddoppierà nei paesi in via di sviluppo dell’Asia ma se in un primo momento questa può sembrare una buona notizia, scavando nel profondo, come ha fatto uno studio su Current Biology, si intravedono profondi rischi ambientali, sociali e economici dietro queste nuove ramificazioni stradali.

25 milioni di km di nuove strade saranno costruite nel mondo entro il 2050 – abbastanza per circondare il pianeta più di 600 volte. Circa il 90% delle nuove vie saranno collocate nelle nazioni in via di sviluppo, come ad esempio in regioni tropicali e subtropicali.

Analizzare i benefici di questi nuovi collegamenti è fondamentale e lo studio guidato da Bill Laurance l’ha fatto, indicando come: “Se mal pianificate o costruite le nuove strade possono provocare gravi superamenti dei costi iniziali, a causa della corruzione e per l’impatto ambientale”.

Dal punto di vista ecologico il ricercatore ci ha spiegato come: “Nelle aree boschive o selvagge le nuove strade apriranno un vero vaso di Pandora pieno di problemi come il disboscamento illegale o l’estrazione mineraria con una conseguente grande speculazione sulla terra. Si strapperanno ai governi le imposte e le royalties provocando una straordinaria distruzione ambientale”.

Nel lavoro vengono citati alcuni modelli come la nuova via della seta o strade che potrebbero estendersi attraversando oltre 70 nazioni, altro esempio viene fatto sull’Africa dove sono previsti 35 corridoi di sviluppo pronti ad attraversare l’intero continente.

Il rischio economico rimane spesso elevato ed è a lungo termine, solitamente anche istituti di credito e investitori si impegnano spesso nella pianificazione di grandi progetti rimanendo coinvolti spesso subendo difficoltà.

C’è anche da considerare, come ha spiegato il ricercatore che: “I costi di costruzione e di manutenzione per aree molto umide, zone montuose e aree pericolose per alluvioni possono essere estremamente alti. Tali zone devono sostenere costi 100 volte più alti per la progettazione di una strada”.

 

Altri rischi economici possono essere collegati alla corruzione, ai contratti per la costruzione di strade o a fondi pubblici persi, inoltre come ha approfondito Laurance: “Tali strade possono durare solo pochi anni prima di richiedere riparazioni e rimpiazzi importanti. I percorsi spesso non producono il livello di crescita economica che si spera, anzi esaminando molti studi precedenti su questo abbiamo scoperto che molti dei progetti sono stati eseguiti con scarsa cura”.

Sull’utilizzo di risorse economiche e ambientali influisce una dinamica chiamata “boom-and-bust”, che si verifica quando una strada nuova permette un facile accesso ad una risorsa, come il legname, che viene rapidamente sfruttata, sino al crollo dell’economia locale.

Le sfaccettature messe in luce dallo studio sono molte e possono essere analizzate sotto molteplici punti di vista, partendo da implicazioni per la vegetazione, la fauna e gli sviluppi sociali legati ai territori che sono attraversati delle nuove strade. Anche se alcune proposte sono completamente fuori “strada” e saranno difficilmente realizzate o completate occorre pensare al loro impatto complessivo per comprenderne il reale beneficio.

 

 

 

Gianluigi Marsibilio