Sviluppare delle tecniche per avere delle immagini più precise delle proprie malattie cardiache è fondamentale per prevenire disagi come gli attacchi di cuore,  i cardiologi hanno bisogno dei migliori modi per identificare le placche che possono effettivamente causare un problema del genere. 

Degli accumuli pericolosi di placche non possono essere sempre visti con le angiografie o le ecografie intravascolari.

Nel caso della prima tecnica infatti c’è la possibilità di esaminare i vasi sanguigni, in regioni ristrette, iniettando un mezzo di contrasto prima di effettuare la radiografia.

Nel caso dell’ ecografia intravascolare la sonda può penetrare l’accumulo e identificarne la profondità, ma manca di una capacità identificativa delle zone più a rischio. Una nuova sonda che combina gli ultrasuoni intravascolari con la capacità di osservare le piccole arterie potrebbe essere una soluzione efficace a questi problemi. Nel laboratorio della University of California sostanzialmente si è sviluppato un metodo che andava ad unire le due tecniche usate fino ad oggi, in questo caso una fibra ottica è stata inserita nel catetere che invia dei brevi impulsi laser al tessuto circostanze che reagisce contraccambiando con dei piccoli lampi di luce, ogni tipo di tessuto emette una quantità diversa di fluorescenza quindi e permette, tramite questa sonda ecografica, di registrare informazioni strutturali su ogni vaso sanguigno.

La sonda è così in grado di fornire un quadro completo sulle placche, favorendo una diagnosi e una risposta terapeutica per un paziente. Il catetere utilizzato in questo particolare studio è abbastanza flessibile per accedere alle arterie coronariche.
Importante è specificare come questo metodo non richieda  nessun liquido di contrasto iniziale o qualsiasi procedura specifica per la preparazione e l’analisi.

Lo studio è stato pubblicato su Scientific Reports e la nuova sonda permetterà delle analisi più sicure, precise e in grado di cambiare la percezione del nostro cuore e delle malattie cardiovascolari.

 

(Crediti video: Dominik Martin/Unsplash)