Un sistema binario distante 400 anni luce da noi e la cometa 67p nascondono una classe di molecole estremamente importanti per la vita sulla terra, stiamo parlando degli organoalogenati, e in particolare del freon 40.

Il professor Jes Kristian Jorgensen del Niels Bohr Institute, ci ha fatto notare alcune curiosità circa il rilevamento di questa molecola: ” Stiamo parlando di un elemento che potrebbe essere un indicazione della vita sui pianeti al di fuori del nostro sistema solare, guardando la nostra atmosfera è evidente infatti come il freon sia presente, tuttavia sappiamo che ci sono delle possibilità che questa molecola possa essere prodotta anche della formazione di pianeti come abbiamo visto nel giovane sistema protostellare”.

Dunque per indicare la presenza di vita non ci si può affidare completamente a questi indicatori, tuttavia un elemento del genere è fondamentale per capire come si formano i pianeti.
Lo studio pubblicato da Nature Astronomy ha usato dati presi da Rosetta e da Alma in Cile che ha osservato IRAS 16293-2422.

Uno studio del genere è importante anche per capire la biologia nel nostro sistema solare e capire a fondo tutti i precursori degli aminoacidi: “Pensiamo che la maggior parte di queste molecole, ha detto lo scienziato, sono state formate in nuvole fredde che si trasformano in stelle giovani una volta che crollano sotto l’influsso della gravità”.

I composti come quelli studiati sono formati da alogeni come  cloro e  fluoro e sono legati con atomi di carbonio e altri elementi.
Sulla terra delle molecole simili sono caratteristiche dei processi biologici, il nome freon deriva dalla capacità refrigerante di questa molecola utilizzata nei vecchi frigoriferi.

Alma si è dimostrato molto potente nel rilevare molecole di grande interesse esobiologico, allo stesso tempo si può affermare come il freon 40 sia parte della zuppa primordiale che ha dato origine alla vita.

“Lo studio ci ha fatto capire quanto può essere complessa la chimica nello spazio”‘. Complessità e meraviglia vanno spesso di pari passo quando parliamo di scienza e noi ancora una volta rimaniamo ammaliati.

Gianluigi Marsibilio