Grazie al Telescopio spaziale Hubble (ESA/NASA) un gruppo di astronomi, guidato da Jessica Agarwal del Max Planck Institute for Solar System Research (Germania), ha scoperto che quell’oggetto inusuale a metà tra un asteroide e una cometa, che orbita nella fascia degli asteroidi – indicato con la sigla da asteroide  300163 (2006 VW139) e quello da cometa 288P – è, in realtà, un sistema binario.

Due asteroidi orbitanti uno attorno all’altro con caratteristiche simili a quelle delle comete, che diventano quindi il primo asteroide binario classificato anche come cometa. La ricerca è presentata in un articolo pubblicato nella rivista Nature di questa settimana.
00163 (2006 VW139) è stato scoperto dalla survey Spacewatch nel novembre 2006, mentre l’attività cometaria è stata osservata nel novembre 2011 dalla Pan-STARRS, entrambi survey asteroidali del progetto di osservazione di NEO della NASA (Near Earth Objects). Dopo le osservazioni della Pan-STARRS all’asteroide è stata assegnata la seconda sigla 288P, come si addice a qualsiasi cometa periodica di fascia principale.
Nel settembre del 2016, poco prima che l’asteroide/cometa 288P arrivasse al perielio – ha infatti un’orbita fortemente ellittica che lo porta periodicamente vicino al Sole – si è trovato in una posizione ideale per essere osservato e ripreso dal telescopio spaziale Hubble. Con sorpresa del team stesso, le nuove immagini ben dettagliate e nitide di Hubble hanno mostrato la natura binaria dell’asteroide: due sassoni che orbitano a una distanza di circa 100 chilometri l’uno dall’altro, di massa e dimensioni simili. Tutti dettagli facilmente quantificabili proprio grazie alla natura binaria.

Ma le osservazioni hanno anche rivelato un’attività in corso nel sistema binario. «Abbiamo rilevato forti indicazioni di sublimazione di ghiaccio d’acqua a causa dell’aumento del riscaldamento solare – proprio come accade nella formazione della coda di una cometa», spiega Jessica Agarwal, leader del team e principale autore del documento di ricerca.
Comprendere l’origine e l’evoluzione delle comete della fascia principale – o meglio di quegli asteroidi in orbita tra Marte e Giove che mostrano l’attività di una cometa – è un elemento cruciale nella nostra comprensione della formazione e dell’evoluzione di tutto il sistema solare. Tra le domande importanti c’è quella di come queste “comete” possono aver contribuito a portare l’acqua sulla Terra, studi recenti indicano infatti che i principali “colpevoli” sarebbero non le comete ma asteroidi ghiacciati. Poiché sono noti solo pochi oggetti di questo tipo, 288P si presenta come un sistema estremamente importante per gli studi futuri.
Le varie caratteristiche di 288P – l’ampia separazione delle due componenti, le dimensioni simili, l’alta eccentricità dell’orbita e l’attività cometaria – lo rendono  inoltre unico anche tra i pochi asteroidi binari noti nel sistema solare. E ci rivelano dettagli anche del suo passato. «Il ghiaccio superficiale non può sopravvive nella cintura degli asteroidi, per via dell’età del sistema solare, ma può essere protetto per miliardi di anni da un mantello di polvere refrattario, bastano pochi metri di spessore», osserva la Agarwal.

Da tutte queste informazioni, il team ha anche concluso che 288P è probabilmente un sistema binario da soli 5000 anni. «Lo scenario di formazione più probabile di 288P è una rottura dovuta alla rotazione veloce. Dopo di che, i due frammenti potrebbero essere stati allontanati ulteriormente dalla spinta dovuta alla sublimazione».
Il fatto che 288P sia così diverso da tutti gli altri asteroidi binari noti solleva alcune domande su se non sia solo una coincidenza il fatto di presentare tali proprietà uniche. Trovare 288P ha richiesto una certa dose di fortuna, è probabile quindi che rimanga l’unico esempio del suo genere per lungo tempo.  «Abbiamo bisogno di più lavoro sia teorico sia osservativo, e servirebbero anche altri oggetti simili a 288P, per poter rispondere a questa domanda» conclude Agarwal.
Coelum Astronomia

 

Crediti foto: NASA, ESA, J. DE PASQUALE E Z. LEVAY