Ricominciano da oggi i nostri appuntamenti alla scoperta della geologia: dopo aver parlato di quanto sia importante il tempo, oggi approfondiremo un altro concetto cardine di questa scienza: la tettonica.

Con tettonica si intende tutto ciò che riguarda i movimenti della parte più superficiale della Terra: la crosta. In grande scala si parla della tettonica a placche, le evidenze più vicine a noi sono i terremoti, collegati direttamente alle celebri faglie.

Cosa è una faglia? Una faglia è una discontinuità meccanica tra due blocchi di roccia in cui è evidente uno scorrimento reciproco.

Il “frutto” di questi movimenti della crosta sono le montagne che si formano in un processo chiamato orogenesi che, attraverso piccolissimi spostamenti delle rocce lungo le faglie, costruisce le catene montuose. Un’orogenesi si sviluppa lungo un arco di tempo dell’ordine di milioni di anni. Per fare un esempio l’orogenesi alpina è iniziata più di 20 milioni di anni fa in un contesto estremamente ampio che, secondo la comunità scientifica, coinvolge anche lo sviluppo dell’Himalaya il quale, come dimostrano i recenti episodi tellurici datati 2015, risulta essere ancora attivo.

La crosta terrestre è suddivisa in oceanica e continentale a seconda della composizione.

I margini di placca possono essere convergenti, divergenti e trasformi.

I convergenti “avvicinano” due placche le quali, al contatto, subducono l’una rispetto all’altra seguendo le leggi della fisica sulla densità ( la crosta oceanica è più densa di quella continentale quindi è la prima quella subdotta). I margini divergenti sono così chiamati poiché i limiti di placca tendono ad allontanarsi formando dei rift dai quali, dopo l’avvenuto break-up della crosta, fuoriesce del materiale mantellico che va a costituire nuova crosta (celebre quello medio-atlantico). I margini trasformi scorrono l’uno rispetto all’altro (celebre l’area di S. Francisco con la Faglia di S. Andrea). I margini di placca, come si può facilmente intuire, sono aree ad altissima attività sismica e in continuo cambiamento.

Le faglie sono suddivise in tre tipologie, in base alla loro cinematica: faglie normali, inverse o trascorrenti. Una faglia è considerata normale quando il blocco di tetto subisce un ribassamento rispetto al blocco di letto è quindi il risultato di una cinematica distensiva. In una faglia inversa il blocco di tetto è rialzato rispetto a quello di letto, gli sforzi sono di tipo compressivo. Nelle faglie trascorrenti gli sforzi principali sono orientati in direzione parallela alla superficie terrestre facendo muovere i due blocchi in senso sinistro o destro. Non è un discorso semplice da esprimere a parole, in questo caso le immagini possono aiutare a comprendere meglio.

 

Le rocce coinvolte nei movimenti tettonici sono fortemente modificate nella loro macrostruttura e, a volte, anche in quella cristallina. Spesso viene fuori un tipo particolare di rocce: le metamorfiti. Esse, con sedimentarie ed ignee, saranno oggetto del terzo capitolo di introduzione propedeutica alla geologia.

 

Camillo Affinita