Luglio 2014 – settembre 2016, questo l’arco di tempo coperto dalle 210 immagini rilasciate in un’unica sequenza dall’ESA.

La sonda rosetta, di cui abbiamo parlato ampiamente e in ogni suo dettaglio, ha incontrato la cometa più e più volte scattando immagini in ogni momento del sorvolo.

Le più fresche nella nostra memoria sono sicuramente le foto ad alta risoluzione della superficie che hanno permesso di osservare i cambiamenti e le imperfezioni del terreno della cometa; caratteristico è stato anche lo scatto in cui tramite un fly-by è stato possibile ritrovare Philae, lander perduto e incastrato in una landa sperduta e desolata del corpo.

Rosetta nel corso del tempo è stata chiamata a mantenere una distanza sicura dalla cometa a causa dell’innalzamento di polvere nell’ambiente locale del corpo, sono stati comunque documentati tantissimi eventi come getti scopi e ogni sorta di anomalia nell’interessante ambiente della cometa.
La missione si è spenta il 30 settembre 2016 con una discesa drammatica, quando ormai la cometa, tornata al freddo del sistema solare esterno, era troppo lontana per consentire alla sonda immagazzinamento di energia solare.

Le comete nel nostro sistema solare non sono gli unici corpi interessanti, infatti da ormai molto tempo si parla di sviluppare missioni in grado di andare a estrarre materiale direttamente dagli asteroidi.

Per lanciare una vera attività di estrazione di risorse contenuti degli asteroidi, ci sarà bisogno di approfondire le mappe dei NEA  vicino all’orbita terrestre. 

Corpi come comete o asteroidi sono fondamentali per comprendere l’origine della vita: la missione Rosetta ha infatti rilevato come il 40% (in massa) del nucleo della cometa 67P sia composto da materiale organico. Composti del genere sono stati prodotti, secondo gli astronomi che hanno condotto un’indagine pubblicata sul periodico astronomico della Royal Society, molto prima della formazione del sistema solare.

Ricondurre questa sequenza di immagini dell’ESA, scattate dalla missione Rosetta, alle nebulose primitive che hanno plasmato il nostro sistema solare è molto facile e prioritario per portare avanti le missioni. Le avventure spaziali come Rosetta ci hanno insegnato quanto sia importante guardare anche oltre i pianeti e le lune per scoprire l’origine della vita sulla Terra. 

Gianluigi Marsibilio

Crediti foto: ESA/Rosetta/NavCam – CC BY-SA IGO 3.0; ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA; ESA/Rosetta/Philae/CIVA; ESA/Rosetta/Philae/ROLIS/DLR