Il cambiamento climatico è reale e molte specie di pesci potrebbero subirne le conseguenze: una nuova analisi pubblicata su Nature Climate Change ha evidenziato come quasi 3000 specie di pesci che vivono negli oceani e nei fiumi subiranno conseguenze gravi a causa del cambiamento climatico. Lise Comte. dell’Università di Washington, ci ha parlato della sua ricerca appena uscita: ” I pesci che vivono nei Tropici saranno i più vulnerabili all’aumento della temperatura, ma il rischio più elevato sarà per i bacini d’acqua dolce situati nell’emisfero settentrionale”.
80 anni di studi sono stati sintetizzati nel loro paper, che ha coniugato campioni raccolti sul campo e decine di simulazioni in laboratorio.

Come ha messo in luce nel suo editoriale  su Nature Jennifer Sunday:  “La ricerca di Lisa e Giulia sta producendo una stima della sensibilità al clima di circa 2960 specie”.

Il problema esiste particolarmente nei Tropici, poiché le specie tendono ad avere una maggiore sensibilità al riscaldamento climatico, dato che le temperature ambientali sono molto più vicine ai loro limiti naturali.

Le specie saranno costrette a migrare, adattarsi o morire. Come mostra l’analisi, tutti i mari e tutti i fiumi saranno colpiti dalle variazioni: la vera sfida è quindi creare un vero piano di salvataggio globale per queste specie.

La scienziata ci ha detto: ” Un passo successivo può essere sicuramente quello di dare priorità ad azioni di conservazione nelle aree che sono state identificate come più vulnerabili. Per favorire l’operazione si può pensare ad aumentare la qualità dell’habitat o facilitare i movimenti dei pesci in aree dove il rischio è meno grave”.

Le infrastrutture come dighe o altro tipo di costruzioni in mare possono essere un ostacolo a questi spostamenti utilizzati dai pesci per scappare o adattarsi al meglio in altre zone.
Altra manovra chiave sarebbe, in particolare per quanto riguarda i torrenti e i laghi, ripristinare una vegetazione permanente in modo da ridurre temperatura dell’acqua e luce.

Le caratteristiche da considerare sono: le varie differenze all’interno delle specie, le interazioni tra le specie e il potenziale adattivo di ogni singolo animale. Le variabili in questione potrebbero in un certo senso cambiare il panorama dell’impatto del clima sui pesci.

Una maggiore protezione e  un implemento di progetti per la salvaguardia rimane comunque la strada migliore per proteggere le oltre 3000 specie esaminate.

Gianluigi Marsibilio