Elon Musk, Mustafa Suleyman e altri importanti leader del settore tecnologico stanno portando avanti discorsi importanti nel campo della robotica e dell’intelligenza artificiale. In un campo con applicazioni così vaste, e in un certo senso imprevedibili, c’è il rischio di ritrovarsi a sviluppare una serie di armi, come carri armati e droni autonomi, capaci di sferrare attacchi, tramite l’uso dell’intelligenza artificiale.

Nella giornata di ieri è stata pubblicata una lettera aperta, indirizzata alle Nazioni Unite, che chiede di vietare lo sviluppo di armi autonome.

 

La lettera riportata sul sito del Future of Life Institute spiega: “Once developed, they will permit armed conflict to be fought at a scale greater than ever, and at timescales faster than humans can comprehend. These can be weapons of terror, weapons that despots and terrorists use against innocent populations, and weapons hacked to behave in undesirable ways. We do not have long to act. Once this Pandora’s box is opened, it will be hard to close”.

La possibilità di conflitti a larga scala e sostanzialmente incontrollabili spaventa le decine di firmatari della richiesta, tra cui compaiono anche diversi italiani e nomi importanti di tutte le aziende tecnologiche del pianeta.

Proprio la mente dietro Paypal e Space X in questi anni si è battuto per avere un’idea di A.I. aperta e allo stesso tempo al servizio del bene. Da novembre il gruppo dovrebbe riunirsi in una serie di riunioni pronte a sviluppare una vera discussioni all’interno degli organismi internazionali su questo tema.

L’obiettivo della lettera è indicare una via su un possibile sviluppo dell’A.I. che causerebbe problemi enormi e degli scenari di guerra assolutamente imprevedibili.