Lo strato di ghiaccio dell’Antartide Occidentale, una delle aree della terra più sconosciute e ricca di particolari da scoprire, potrebbe nascondere la più vasta regione vulcanica sulla Terra, come ha rivelato una ricerca guidata da Max Van Wyk de Vries della Geological Society di Londra e pubblicata sulla rivista dell’omonima società.

Secondo lo studio, il ghiaccio del continente si estende su quasi 100 vulcani, di recente scoperta, il più grande dei quali è alto come l’Eiger in Svizzera.
L’Antartide non ha abitanti permanenti: “Anche questo- secondo De Vries- lo rende uno dei luoghi più difficili da studiare”. Il clima è costantemente sotto gli 0 ° C durante tutto l’anno e scende a temperature fino a -50 ° C in inverno.
“Le persone- come ha detto il professore a Tra Scienza & Coscienza- hanno cominciato a riconoscere che il cambiamento climatico potrebbe avere un impatto complesso sulla lastra di ghiaccio antartico e con la crescita della tecnologia satellitare è diventato leggermente più facile osservare i cambiamenti”. Tuttavia ogni singola caratteristica dell’ambiente rende ancora molto difficoltoso osservare le aree dell’Antartide.
Facendo alcuni paragoni: “E’ più facile raccogliere dati sul fondo degli oceani sotto 5 km di acqua rispetto all’apprendere ciò che è sotto il ghiaccio antartico”.
Le tracce del vulcanismo vengono fuori dai dati sullo spessore e sulla topografia della lastra (Bedmap2), le ulteriori prove sono arrivate: “Dopo aver studiato attentamente i dati sono stati individuati coni sotto il ghiaccio. In questo tipo di regione i coni non dovrebbero esistere naturalmente, in quanto sarebbero stati erosi dal ghiaccio. Ciò significa che ogni cono è un probabile vulcano”.
I vari vulcani dovrebbero essere piuttosto giovani e per questo potenzialmente attivi.

Gli scienziati hanno trovato 91 vulcani precedentemente sconosciuti, che vanno in altezza dai 100 ai 3850 metri. I picchi sono concentrati in una regione conosciuta come la Rift Sistema West Antarctic e coprono 3.500 chilometri.

I vulcani possono essere legati all’attività sismica: alcuni dei dati che hanno permesso di trovare i coni sono stati da usati anche per indagini sismiche, che mostrano quali strati sono sotterranei. È stato possibile avere un’immagine dell’ambiente in 3D anche per visualizzare strati di cenere, come prova delle recenti eruzioni.

Il ricercatore ha concluso: “Il nostro team di ricerca, non personalmente, monitora la sismicità in Antartide. Molti team lo fanno principalmente per scopi glaciologici, per comprendere meglio il flusso-frenata del ghiaccio, ma il loro lavoro potrebbe anche essere adattato per monitorare l’attività di questi vulcani subglaciali in alcune aree”.