I cebi barbuti tramandano di generazione in generazione i comportamenti derivati dall’uso di strumenti per rompere le noci di palma, lo studio ha ottenuto la pubblicazione e la copertina su PNAS e noi abbiamo parlato, in una breve intervista, con Elisabetta Visalberghi dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione del Cnr, che ha curato lo studio e si occupa dei cebi da ormai molti anni.

Può presentarci i  cebi barbuti? Quali sono le loro caratteristiche?

I cebi barbuti sono scimmie Platirrine la cui linea evolutiva si è separata da quella umana circa 35 milioni di anni fa. Sono primati di taglia media con un moderato dimorfismo sessuale: le femmine adulte pesano intorno ai 2 kg e i maschi adulti 3,5-4 kg. Hanno una lunga coda semiprensile. Queste scimmie hanno un’elevata destrezza manuale in compiti di manipolazione e un elevato indice di encefalizzazione, vale a dire un cervello più grande di quanto atteso sulla base delle dimensioni corporee.

Durante le varie attività svolte dai membri del gruppo come viene attirata l’attenzione da parte dei membri più inesperti? Può spiegarci questa differenza tra membri esperti e inesperti?

Nessun adulto esperto attira di proposito l’attenzione dei giovani inesperti. Sono questi ultimi che non appena vedono gli adulti fare qualcosa di interessante, si avvicinano, si interessano: se gli adulti usano sassi per rompere le noci la probabilità che i giovani eseguano alcuni comportamenti, come il battere sassi sull’incudine o sopra le noci, aumenta in maniera significativa.

 

Come è stato possibile raccogliere i dati per il vostro studio?

Ci sono voluti anni di osservazioni per capire come i giovani cebi imparano ad usare strumenti. A tal fine abbiamo sviluppato una metodologia in cui un osservatore umano registrava in un data-log il comportamento di un cebo inesperto mentre un altro osservatore registrava quello di individui esperti che si trovavano nel raggio di 10 metri. I due tipi di dati sono stati poi combinati e analizzati congiuntamente.

Come usano principalmente gli strumenti i cebi barbuti?

Il comportamento più frequente e riportato in più popolazioni è l’utilizzo di un percussore per rompere un frutto dal guscio duro. Ad esempio a Fazenda Boa Vista, dove si trova la stazione dove il progetto EthoCebus opera da ormai più di dieci anni (http://www.ip.usp.br/ethocebus/), i cebi usano sassi che a volte pesano anche più di loro stessi per rompere delle noci di palma dal guscio durissimo. Inoltre le femmine per “corteggiare” il maschio usano rami e sassi per toccarlo pur mantenendosi a distanza. In altre località i cebi usano sassi anche per scavare il terreno e bastoni per tirare fuori cibo dalle fessure della roccia o degli alberi. Insomma il loro comportamento è abbastanza vario. Detto questo sembra proprio strano che questi comportamenti siano stati documentati solo in questo millennio.

Come si comportano, dal punto di vista “emozionale”, tra loro i cebi?

 

Le interazioni all’interno del gruppo sono prevalentemente di tipo affiliativo con frequenti comportamenti di gioco e grooming. Il grooming è un’attività che, oltre alla pulizia del pelo, serve come “collante sociale” e permette di creare rapporti positivi con gli altri individui del gruppo.

 

Gianluigi Marsibilio