Il nostro impatto sul cambiamento climatico potrebbe essere sostanzialmente migliorato con poche azioni. Uno studio della Lund University, guidato dai due studiosi Seth Wynes e Kimberly A Nicholas, e pubblicato su Enviromental Research Letters, ha indicato delle aree fondamentali per diminuire l’impatto delle nostre azioni sulle emissioni di CO2: una dieta a base vegetale, evitare viaggi in aereo, usare poco l’auto privata e vivere in famiglie ristrette.

“Attualmente – come ha spiegato Wynes- la metà delle emissioni nel mondo è prodotta dal 10% della popolazione mondiale che ha elevati tassi di consumo”. Trovare dei modi sostenibili per vivere sarà fondamentale per il futuro dell’uomo sulla Terra.

Lo studio ha analizzato oltre 30 rapporti, ricerche e analisi sul carbonio. Calcolare il potenziale di queste scelte e il loro impatto, l’apporto dei vari accordi sul clima dei governi è fondamentale per capire la scienza del clima, ma per cambiare lo stile di vita delle persone c’è bisogno di spiegare questi accordi: “I governi che hanno firmato l’accordo di Parigi hanno accettato di abbassare le loro emissioni di gas a effetto serra al fine di limitare il pericolo di riscaldamento planetario”. Spiegare ai singoli cittadini queste decisioni è complesso e va fatto con l’ausilio di una sostanziale rivoluzione nello stile di vita.

Le tre azioni che le varie amministrazioni dovrebbero compiere vanno dalla sensibilizzazione sui temi, all’influenza sui vari datori di lavoro fino alle scelte dei vari istituti scolastici per incentivare programmi educativi sul clima.

 

I governi attualmente sono poco chiari sulla comunicazione delle azioni ad alto impatto: “ La guida australiana è stata l’unica a consigliare una vita sostenibile, mentre il Canada e l’UE hanno precisato di evitare il viaggio aereo- Wynes insiste su questo punto- I governi potrebbero migliorare, fornendo informazioni precise ai cittadini circa le azioni che hanno il maggior effetto sulle loro emissioni di gas a effetto serra”.

Ovviamente, come in qualsiasi campo scientifico, migliore sarà la comunicazione intorno ai vari problemi e più adatte saranno le risposte da parte della popolazione.

I ricercatori hanno anche scoperto che né i libri di testo scolastici canadesi né le varie guide pubbliche messe a disposizione da UE, USA, Canada e Australia sottolineano l’importanza di azioni sostenibili.

L’obiettivo dei due gradi centigradi è da centrare in pieno: nonostante i modelli attuali siano ben più pessimistici, partire dalla sensibilizzazione e da piccole scelte sarebbe comunque un grande passo.

Considerate che vivere “car-free” porterebbe un risparmio che va dai 1000 ai 5300 kg di CO2, e anche l’acquisto di una macchina più efficiente rappresenterebbe un’ottima opzione. Ora sta a tutti noi scegliere da che parte stare.

Gianluigi Marsibilio