Il cambiamento climatico è associato non solo a problemi di natura meteorologica, industriale e sociale, ma anche medico: una malattia rinvenuta spesso nelle zone tropicali, la chikungunya (CHIK), aumenterà infatti la sua possibile diffusione anche in aree come l’Europa meridionale e gli USA. Questo scenario è venuto fuori da una nuova collaborazione internazionale che ha pubblicato i suoi risultati su Nature.

Nel 2007 sono venuti fuori in Europa, in particolare in Italia, i primi casi autoctoni della malattia, attraverso un focolaio in Emilia Romagna.

La chikungunya è una malattia virale caratterizzata da febbre, estremamente acuta, trasmessa dalla puntura di zanzare infette.

A spiegarci la pericolosità della malattia ci ha pensato Jan C. Semenza, Direttore scientifico dell’ECDC (Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ): “La Chikungunya causa solitamente la febbre, l’artralgia e l’eruzione cutanea.- inoltre, come ci è stato spiegato- La maggior parte delle persone potranno recuperare completamente, ma una parte delle persone può accusare un’artrite cronica”.

Non esiste un trattamento diretto per chikungunya né c’è un vaccino concesso in licenza. Il virus viene trasmesso da zanzare Aedes, in particolare Aedes aegypti e Aedes albopictics, che sono le zanzare che trasmettono anche virus come dengue e Zika.

L’introduzione delle nuove malattie in altre aree deriva da vari motivi e proprio questa è stata studiata dal team di ricercatori dell’Università di Bayreuth e dai loro colleghi a ECDC a Stoccolma, tra cui Jan Semenza.

Gli studiosi hanno generato una mappa che visualizza le varie aree di rischio dove l’infezione potrebbe diffondersi: “Sono necessari tre fattori per l’introduzione di nuove malattie: l’arrivo di un virus in un’area con una popolazione attiva di zanzare in grado di trasmettere il virus. 1. Introduzione del patogeno: dato il mondo globalizzato in cui viviamo ora c’è una possibilità crescente che il virus chikungunya potrebbe introdursi in ‘nuove’ aree 2. Vettori appropriati. La zanzara Aedes aegypti non è presente nell’Unione continentale, ma è presente in diversi Paesi e Territori d’Oltremare (OCT) e nelle regioni ultraperiferiche (OMR) dell’UE (ad esempio i Caraibi e la Madeira). Un altro vettore in grado di trasmettere la malattia, Aedes albopictus, è presente nell’Europa continentale” . Per mantenere un occhio vigile sulla situazione ci sono progetti dello stesso centro ECDC, che monitorano l’introduzione di queste specie nei vari paesi.

L’ultimo vettore per una possibile introduzione del virus dipende da una popolazione di zanzare attive e da un clima che possa favorire lo sviluppo del patogeno.

 

In Italia sono stati confermati i 217 casi finora registrati in Europa, anche se alcuni contagi sono stati rilevati in Francia nel 2010 e nel 2014. Nel dicembre 2013, chikungunya è emerso sull’isola di Saint Martin nei Caraibi e poi si è rapidamente diffuso nelle Americhe. Questa è stata la prima documentata trasmissione autoctona del virus chikungunya nelle Americhe.

Storicamente il virus è endemico in Africa, Sud-Est asiatico, subcontinente indiano, nella regione del Pacifico e probabilmente nelle regioni sub-tropicali delle Americhe.

L’avanzamento del cambiamento climatico permetterà, in base ai dati raccolti, un’esplosione dei casi in Cina, come un allargamento della permeabilità dell’Africa al morbo. L’idoneità climatica per la trasmissione di Chikungunya è proiettata ad aumentare costantemente anche nella costa del Golfo, nella Florida meridionale, a Cuba, nella penisola dello Yucatan, in Sinaloa, e in gran parte dell’America centrale.

L’istituto Superiore di Sanità quest’anno in una sua newsletter ha evidenziato come occorre comportarsi con le punture d’insetto e in particolare quelle di zanzara.

Le crescenti temperature stanno creando ambienti più adatti alla trasmissione di malattie, se come confermano le recenti ricerche il cambiamento climatico sarà ignorato la temperatura globale aumenterebbe di circa 4,6 gradi centigradi entro il 2100, portando notevoli conseguenze anche in questo campo, tocca a noi scegliere da che parte stare.

Gianluigi Marsibilio