Oggi parliamo di gatti e non c’è nessuna fotogallery o video divertente da fissare per ore, abbiamo parlato con il Cats’King Claudio Ottoni, dell’Istituto Jacques Monod, che ci ha raccontato grazie al suo ultimo studio firmato su Nature, l’origine del più amato e ammirato degli animali domestici. Dall’antico Egitto al vostro salotto un filo rosso lega il gatto alla genetica e alla storia. Gli studiosi hanno analizzato il DNA di oltre 209 gatti che hanno vissuto tra l’8000 aC e il XX secolo.

– Perchè anche nelle prime società troviamo sempre il gatto affiancato all’uomo? Qual è stata la funzione primaria del gatto?

I gatti cacciavano i topi che infestavano i granai delle prime società agricole del Neolitico (>10,000 anni fa) in Medio Oriente. Questo rapporto, definito commensalismo, è andato avanti per secoli e millenni e si fonda sul mutuo beneficio che gatti e uomini traggono da esso: i gatti cacciano i topi che erano attratti negli insediamenti umani, l’uomo vedeva nel gatto un utile ‘sterminatore’ di topi che danneggiavano i loro raccolti. Successivamente in epoca egizia il gatto oltre al suo ruolo di cacciatore di topi, è diventato un vero e proprio compagno domestico. Nell’iconografia egiziana fi >3000 anni fa viene rappresentato sotto le sedie delle case egizie, indicando che i gatti si trovavano totalmente a loro agio nel contesto domestico.

– Come è arrivato il gatto dall’oriente a occidente?

Ci sono stati due principali flussi di diffusione del gatto Africano e Medio orientale (Felis silvestris lybica, l’antenato dei gatti domestici). Il primo proprio nel Neolitico, più di 8000 anni fa, quando le comunità agricole dal Vicino e Medio Oriente migrarono verso l’Europa portando con sé specie domestiche (maiali, mucche). I gatti venivano trasporti dagli agricoltori Neolitici anche via mare, per es studi archeologici dimostrano che erano stati portato a Cipro piú di 9000 anni fa. Noi abbiamo trovato nel nostro studio una linea di gatto Medio Orientale in un sito in Grecia di circa 6500 anni fa.

Un secondo flusso, molto più significativo (e veloce) di quello Neolitico avviene in epoca Classica e Romana: osserviamo che i gatti con linee genetiche egiziane vengono trasportati dagli uomini attraverso il Mediterraneo e successivamente fino al Mar Baltico, dove troviamo queste linee genetiche in gatti di un sito Vichingo in Germania. A partire dall’epoca Classica-Romana i gatti molto probabilmente battono assieme agli uomini le principali rotte (commerciali e non) via mare e via terra. Troviamo anche una linea genetica indiana in un sito Romano egiziano sul Mar Rosso, testimoniando contatti e rotte commerciali attraverso l’oceano indiano.

– Come mai dal punto di vista evolutivo in alcune zone remote non è presente il gatto domestico?

I gatti oggi sono presenti in tutti i continenti tranne l’Antartide (per ovvie ragioni). Il successo del gatto è strettamente legato al suo rapporto con l’uomo e al fatto che oltre che un utile ‘cacciatore’ di topi a bordo delle navi, è diventato, probabilmente proprio in antico Egitto, un compagno di viaggio (e domestico).

– Che legame c’è tra l’origine del gatto e l’Africa?

Tutti i gatti domestici derivano da una sola delle 5 sottospecie di gatto selvatico descritte oggi: Felis silvestris lybica, che è distribuita in Nord Africa e Medio Oriente.

– Introdurre il gatto nella vita dell’uomo lo ha cambiato nell’aspetto?

Non in maniera rilevante: l’addomesticamento del gatto infatti non ha comportato significativi cambiamenti morfologici e un gatto selvatico nord africano è molto simile a un gatto domestico. Questo è confermato anche da un’analisi del genoma intero di gatti selvatici e domestici di qualche anno fa, in cui hanno visto che i principali cambiamenti sono avvenuti a livello del comportamento: i gatti hanno cominciato ad apprezzare la presenza umana, sono diventati più amichevoli con l’uomo e questo ha fatto di loro dei veri compagni di vita.

– A livello biologico e nella capacità sociale, quali differenze ci sono tra un gatto selvatico e uno domestico?

 

Come riportato sopra, soprattuto a livello comportamentale. In generale per poter essere addomesticato un animale deve superare la paura dell’uomo, tollerarne la presenza. Il gatto ha fatto

molto di più, si è legato intimante all’uomo come suo compagno di viaggio, raggiungendo gli angoli più remoti del mondo partendo da un’area piuttosto ristretta: il Medio Oriente e l’Egitto.

 

– Come avete analizzato il DNA di vecchi reperti e da dove provengono i primi esemplari di gattodomestico?

 

I primi esemplari di gatti ‘domestico’ provengono appunto dal Medio Oriente, in particolare c’è una sepoltura di un gattoassieme a un bambino in un sito archeologico a Cipro di 9500 anni fa che testimonia di un legame nato nella preistoria. Questo era solo il primo passo comunque, come detto la successiva evoluzione comportamentale del gatto è avvenuta più probabilmente migliaia di anni dopo in Egitto.