Una giovane stella in un momento molto delicato della sua composizione è stata osservata dall’osservatorio ALMA in Cile: in questa fase precoce della formazione è stato trovato dell’isocianato di metile, uno di quei blocchi che caratterizza la vita per come la conosciamo. Le due squadre di astronomi che hanno ottenuto i dati hanno pubblicato le loro ricerche sul nuovo numero di Monthly Notices della Royal Astronomical Society.

Per capire l’origine della molecola, la sua importanza e il futuro delle osservazioni di molecole extraterrestri abbiamo sentito direttamente i ricercatori dei due team. Audrey Coutens, del laboratorio di Astrofisica di Bourdeax ci ha introdotto la molecola: “L’isocianato metilico appartiene a una classe specifica di molecole che hanno una struttura peptidica. Un legame del genere è essenziale per la vita sulla terra come lo conosciamo, perché lega gli aminoacidi per formare strutture proteiche più grandi”. Andando a scavare questa vicenda con Rafael Martín-Doménech del Centro de Astrobiología di Madrid ci è stato detto: “In questi progetti cerchiamo molecole organiche con una certa complessità, superiori a 6 atomi, che includono elementi del gruppo C H N O P S. – lo scienziato ha continuato- Questi sei atomi sono comuni in tutti gli organismi viventi della Terra e sono considerati essenziali per la vita come la conosciamo. In questo caso, l’isocianato metilico possiede 4 dei 5 atomi”, la sua formula chimica infatti è CH3NCO.

Al centro di questa speculazione affascinante alla ricerca di molecole, atomi e chimiche extrasolari c’è un elemento che va analizzato ad ogni costo: IRAS 16293-2422, giovane sistema stellare al centro dell’osservazione.

Niels Ligterink, dell’Osservatorio di Leida, ci ha fornito una breve carta d’identità della protostella: “ IRAS16293-2422 non è ancora una stella, si trova infatti nella prima fase della formazione stellare” IRAS16293-2422 rimane estremamente interessante perché è un astro relativamente vicino a noi, infatti solo 120 parsec ci separano dal corpo.

IRAS16293-2422 è molto più avvincente di quel che sembra, infatti si tratta di un sistema ternario formato da: Aa, Ab e B, come ci ha spiegato Doménec: “Aa e Ab data la vicinanza vengono trattati come un unicum- ha poi continuato- tutti e tre sono ancora protostelle e non hanno ancora raggiunto la sequenza principale”, il nostro Sole, per esempio, è nella sequenza principale al momento.

Nella sequenza principale le stelle saranno poco meno massicce del Sole, ma comunque rimangono, come ha precisato lo scienziato spagnolo: “Estremamente simili al sole 4,5 miliardi di anni fa”.

È arrivata una notizia sul ritrovamento del più antico fossile dell’Homo Sapiens in Marocco: nei prossimi giorni ne parleremo, ma questa novità è molto vicina allo studio di sistemi come IRAS16293-2422, infatti osservando il sistema siamo davanti alla preistoria del sistema solare, un astronomo a 4,5 miliardi da qui forse sta vedendo una situazione molto simile nella nostra regione.

Martín-Doménech ha confermato: “I processi che si svolgono ora in IRAS16293-2422 potrebbero essere gli stessi che hanno avuto luogo nella nebulosa solare durante la formazione del Sole”.

 

 

L’idea e la speranza degli astronomi: “E’ quella di vedere molecole sempre più complesse” ha specificato la Coutens, l’obiettivo finale è il rilevamento di aminoacidi. G li occhi sono dunque puntati anche sul successo di Rosetta: “La glicina, che è l’aminoacido più semplice,già è stata rilevata sulla cometa 67P / Churyumov-Gerasimenko” ha sottolineato Doménech.

Coordinare lavori in laboratorio, nuovi strumenti e osservazioni è fondamentale per avere sempre più dati per conoscere il passato del nostro sistema solare e osservare il futuro della vita nell’universo.

 

Gianluigi Marsibilio

Crediti foto: ESO/L. Calçada