Nel 2016 circa 3 miliardi di persone hanno percorso una tratta, piccola-media o grande, tramite il trasporto aereo. Un calcolo statistico afferma 1 passeggero tra i 14.000 e i 50.000 sperimentano problemi medici estremamente acuti in fase di volo, passeggeri che subiscono un arresto cardiaco rappresentano solo 0,3 % di tutte le emergenze sanitarie in volo. L’86% di questi eventi è responsabile di decessi, ad esempio ha fatto scalpore come l’attrice di Star Wars Carrie Fisher è morta in seguito ad un arresto cardiaco nel suo viaggio aereo per Los Angeles. Nonostante le gravi conseguenze dell’IFCA (in-flight cardiac arrest), fino ad oggi non ci sono mai state delle precise linee guida per il personale di volo; la German Society for Aerospace Medicine (DGLRM) ha deciso quindi di raccomandare delle principali azioni da compiere in questi casi:

 

 

– Attrezzature di emergenza devono essere fornite e la loro posizione dovrebbe essere indicata nel bando di sicurezza pre-volo.

– Un elettrocardiogramma (ECG) dovrebbe essere disponibile per i pazienti con arresto cardiaco; defibrillatori automatici esterni (AED) dovrebbero essere disponibili; molti aerei hanno ora un AED a bordo. Le linee guida raccomandano che questo apparecchio dovrebbe essere disponibile su tutti i voli.

– E’ molto importante per l’equipaggio chiedere aiuto al più presto dopo l’identificazione di un paziente con arresto cardiaco. L’annuncio dovrebbe affermare che c’è un sospetto arresto cardiaco, fornendo posizione e locazione dell’attrezzatura d’emergenza.
– Due persone in grado di effettuare il massaggio CPR (Cardiopolmonare) sono considerate l’ottimale. Questo deve essere eseguito, se possibile; l’equipaggio deve essere addestrato regolarmente per un supporto vitale di base, ovviamente con un focus sulla CPR in aereo.

– Il piano di emergenza deve essere fermato immediatamente se il paziente ha un ritorno della circolazione spontanea.