L’inizio della costruzione di uno strumento come l’ELT (Extremely Large Telescope) ci fa sempre ben sperare nel futuro dell’astronomia, non solo studiata da strumenti nello spazio, come il prossimo James Webb Telescope, ma anche da osservatori terrestri. A Paranal, nel nord del Cile, è stata posata la prima pietra di un progetto che, una volta concluso nel 2024, avrà questa struttura.

Ecco la struttura di ELT che comincerà la sua attività nel 2024, con alcuni suoi strumenti che saranno attivi solo dal 2025

 

Il Cile ha donato l’area all’ESO e ha esteso i permessi ad un vastissimo campo circostante per evitare ogni futuro possibile inquinamento luminoso o intromissione nell’attività scientifica di ELT.

Il sito di costruzione è stato anche attaccato alla rete elettrica cilena.

Lo specchio principale sarà di 39 metri e permetterà allo strumento di essere il più grande telescopio ottico/infrarosso sulla terra. La cupola che ospiterà lo specchio primario sarà di 85 metri di diametro. Un enorme campo da calcio che ruoterà in base alle esigenze di osservazione.

 

 

Nell’immagine potete osservare la differenza di diametro con i vari specchi di altri telescopi in costruzione in giro per il mondo (ESO)

Proprio pochi minuti fa sono stati inoltre firmati i contratti per la fabbricazione dello specchio primario, a Monaco Di Baviera, presso la sede ESO. Erano presenti tutti i dirigenti delle varie società che cureranno la costruzione di questa meraviglia dell’ingegneria.

 

Complessivamente il sistema ottico dell’ELT  si compone di cinque specchi, ognuno dei quali rappresenta una significativa sfida. Lo specchio primario sarà composto da 798 singoli segmenti esagonali ciascuno dei quali misura 1,4 metri di diametro. I segmenti raccoglieranno decine di milioni di volte più luce come l’occhio umano e permetteranno di compiere osservazioni uniche.

I 798 segmenti esagonali, che insieme costituiscono lo specchio primario dell’ ELT, saranno principalmente composti di un materiale ceramico.

L’occhio più grande della terra verso il cielo sarà puntato tra meno di dieci anni e permetterà di studiare segni di vita, la natura dell’energia oscura e la materia oscura.

Le domande sulla nostra origine potrebbero avere una risposta proprio da quella cupola che rappresenta una speranza per l’intera comunità scientifica.