Le emissioni di NOx a livello globale dei veicoli diesel possono rivelarsi superiori del 50% rispetto a ciò che precedentemente si credeva. L’aggiornamento di queste cifre viene dallo studio pubblicato su Nature da parte di un team di ricercatori dell’International Council on Clean Transportation and Environmental Health Analytics che fanno capo a diversi istituti universitari.

L’analisi delle emissioni in Australia, Brasile, Canada, Cina, i 28 Stati membri dell’UE, India, Giappone, Messico, Russia, Corea del Sud e Stati Uniti ha portato a delle novità assolutamente rilevanti sulle quantità di NOx che vengono emesse. Noi abbiamo parlato con Daven Henze, autore dello studio e ricercatore all’Università del Colorado, che ci ha spiegato perché le emissioni dei veicoli possono essere così nocive: “Le emissioni di NOx possono portare alla formazione di particelle particolarmente sottili e di ozono. – poi ha continuato- Queste hanno un impatto sulla qualità dell’aria, che a sua volta influenza la salute umana, i rendimenti delle colture e il clima”. I veicoli diesel su strada generano circa il 20% delle emissioni antropogeniche di ossido d’azoto, tutto ciò condiziona infinitamente l’ambiente.

Non è bastato aumentare gli standard dei livelli di emissione, su strada infatti questi veicoli supererebbero di 10-20 volte i valori ottenuti durante i test. Il grande scarto è incredibile ma Henze ci ha spiegato le reali motivazioni di questa differenza: “ Il divario si verifica a causa di molte ragioni, come la rappresentazione inefficace delle condizioni di guida del mondo reale (ad es. basse temperature o alte altezze) rispetto alle prove di certificazione e le manomissioni durante i test”. Attraverso lo studio è stato compilato un vero database globale di tutti questi eccessi.

I paesi più inquinati logicamente subiscono problemi rilevanti, basta osservare l’esempio della Cina, dove secondo un recente studio, pubblicato su Plos One, circa 1,6 milioni di persone muoiono ogni anno, circa 4.000 al giorno, a causa di disagi al cuore, ai polmoni e disturbi legati ad infarti, causati da una cattiva qualità dell’aria. Logicamente nel quadro drammatico non c’è solo da colpevolizzare il diesel ma tutta una serie di fattori industriali,  tuttavia in Europa la situazione si prova a migliorare.

A testimonianza di questo, come ci ha precisato lo studioso: “Nell’Unione Europea hanno già adottato gli standard Euro6 / EuroIV o equivalenti e l’UE si sono preparati anche gli Stati Uniti o l’India”.

I due unici modi per migliorare la situazione ci sono stati indicati da Henze: “L’adozione di standard Euro6 / EuroIV in paesi che non lo fanno ancora, come la Cina, il Brasile, il Messico e la Russia e migliorare l’attuazione delle normative vigenti, cioè l’adozione di programmi Real Emissions Driving (RDE) per far rispettare gli standard stabiliti che devono essere effettivamente soddisfatti nella pratica”.

L’obiettivo è quello di diminuire quel terrificante numero di 38.000 morti dovute alle 4,6 milioni di tonnellate di emissioni in eccesso di NOx. Per ridurre lo scarto c’è bisogno di lavoro sul fronte scientifico e politico, noi nel frattempo ci mettiamo la divulgazione.

Gianluigi Marsibilio