La Nebulosa del Granchio è uno degli oggetti più osservati e interessanti per gli astronomi da sempre. L’oggetto è il risultato di un’esplosiva supernova situata a 6.500 anni luce dalla Terra ed è stata osservata nel corso del 1054 dagli astronomi cinesi. Oggi grazie ad una super collaborazione che ha combinato dati e immagini, raccolte con diverse lunghezze d’onda, del VLA in rosso; del telescopio spaziale Spitzer (infrarosso) in giallo; dell’Hubble Space Telescope (visibile) in verde; XMM-Newton (ultravioletto) in blu; e Chandra (raggi X) in viola, abbiamo questa nuova e spettacolare serie di immagini che ha mostrato nuovi e importanti dettagli dell’oggetto.

La regina delle nebulose era stata dimenticata per molto tempo, dopo esser stata visibile con una luce di 400 milioni di soli, solo con l’arrivo dei telescopi lo studio di questo oggetto è tornato in voga e negli anni ‘60 è stata scoperta l’esistenza di una stella di neutroni al suo centro che permette alla nebulosa di avere un campo magnetico e delle radiazioni che la illuminano.

Le osservazioni sono state fatte contemporaneamente nel novembre del 2012, successivamente un team guidato da Gloria Dubner, dell’Università di Buenos Aires, ha fatto un’analisi dettagliata e i risultati sono stati pubblicati sull’Astrophysical Journal. I dettagli mostrano come le interazioni tra le particelle e i campi magnetici siano simili a quelle sul sole e rivelano come la nebulosa nonostante sia studiata da secoli ha ancora molto da nascondere.

Crediti foto:  G. Dubner (IAFE, CONICET-University of Buenos Aires) et al.; NRAO/AUI/NSF; A. Loll et al.; T. Temim et al.; F. Seward et al.; Chandra/CXC; Spitzer/JPL-Caltech; XMM-Newton/ESA; and Hubble/STScI