L’estate si avvicina nell’emisfero settentrionale di Titano, la luna di Saturno che ha aiutato Cassini a inserirsi nelle ultime orbite del suo Grand Finale.
Pur non essendo più target principale di quest’ultima fase della missione, la sonda continua però a tenerla d’occhio da lontano, monitorando i cambiamenti della sua atmosfera. Queste immagini sono state ottenute mentre la sonda viaggiava nella sua orbita, in tuffo tra anelli e atmosfera del pianeta, il giorno dopo l’attraversamento del piano degli anelli del 6 maggio, quando si trovava a circa 500 mila chilometri dalla superficie della luna.

Le regioni oscure sono i ben noti laghi e mari di idrocarburi di Titano, ma saltano subito all’occhio le luminose nuvole di metano della sua alta atmosfera.

Con queste immagini, infatti, Cassini ci anticipa l’aumento dell’attività delle nuvole estive che appaiono alle alte latitudini settentrionali. Un’attività però particolarmente intensa, a solo un paio di settimane di distanza dal solstizio estivo, che si mostra come un’intrigante esplosione di formazioni nuvolose.

Si tratta infatti di alcune tra le più luminose ed estese nubi mai osservate da Cassini, da quando sono riapparse a inizio del 2016.

 

L’immagine è stata ripresa il 7 maggio, da una distanza dalla luna di 500 mila chilometri. Si tratta di una proiezione ortografica centrata a 37,5°N di latitudine e 45°O di longitudine. La visione orotografica è quanto di più vicino a ciò che potrebbe vedere un osservatore lontano. L’immagine ha una risoluzione di circa 3 km/px. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute

Nell’immagine a destra un altro scatto alle nubi di Titano, dove sono visibili le tre formazioni principali: la formazione più a sud si trova tra i 30° e i 38° di latitudine nord, una zona in cui non erano mai state osservate nubi fin’ora. Una più sottile e evanescente formazione si trova in una zona in cui invece le nubi sono state osservate abbastanza regolarmente nel corso dell’ultimo anno, tra i 44° e i 50° di latitudine nord. E per finire una nuova terza e più robusta formazione è visibile tra i 52° e i 59° gradi.

Si possono poi notare alcune strisce sottili di nubi isolate, sia al di sopra delle tre formazioni principali (vicino al bordo meridionale del terreno polare nord, a circa Lat. 63°N ) che al di sotto (a soli 23°N).

Subito sotto al centro, appena sopra le oscure dunelands equatoriali, si fa notare invece una più piccola formazione scura,  una sorta di macchia scura che sfuma verso nordest: è chiamata Omacatl Macula, ed è probabilmente una regione di polvere scura organizzata in parte in dune.

Cassini continua il suo viaggio alla scoperta della zona interna tra gli anelli e l’atmosfera del pianeta, ma non senza guardarsi attorno, raccogliendo più dati possibili per questo suo finale di missione.
Il prossimo “tuffo” inizia, dal punto più lontano dell’orbita da Saturno, il 12 maggio, e il passaggio ravvicinato tra anelli e pianeta è previsto per le 18:42 (ora italiana) del 15 maggio.

COELUM ASTRONOMIA
Crediti foto:  NASA/JPL-Caltech/Space Science Institute