Janna Levin, scienziata e scrittrice, si dimostra una vera innovatrice della divulgazione scientifica. In “Il blues dei buchi neri. Storia della scoperta delle onde gravitazionali” la grandezza della Levin si impone nel raccontare l’epopea di LIGO e dello studio dei buchi neri attraverso un milkshake di ruoli, infatti la Levin mostra di essere una scienziata esperta, una grande giornalista scientifica con ottimo background storico. Tutto questo regala una narrazione ineccepibile che, capitolo dopo capitolo, ci fa entrare in punta di piedi nelle stanze che hanno rilevato le onde gravitazionali.
Il racconto è accompagnato da una serie di percezioni audio che vengono regalate attraverso le parole del libro. La musica è protagonista tanto quanto l’universo, i suoni dello spazio, proprio in settimana vi abbiamo parlato dei suoni di Saturno registrati da Cassini, sono onnipresenti con i racconti degli scienziati che sognano di ascoltare e captare sempre di più le frequenze del cosmo.
Levin cattura le sfide della scienza di oggi, e offre ulteriori punti di vista sulla collaborazione LIGO e sull’importanza dell’investimento da oltre 1 miliardo di dollari, che sta cambiando l’intero panorama dello studio dell’astrofisica.
Il trio di scienziati Drever, Thorne, e Weiss viene considerato come un triumvirato che sta cambiando la dimensione della scienza e dopo la conferma della scoperta delle onde, i tre si sono effettivamente affermati come pionieri assoluti dell’astronomia gravitazionale.
Il volume è imperdibile per addentrarsi nelle storie e nelle visioni di questi scienziati che stanno cambiando per sempre la scienza.