Cassini a settembre si tufferà nell’atmosfera di Saturno. Prima di allora l’aspettano 22 incontri, uno di questi già avuto, con le fasce di anelli del pianeta.

La NASA ha rilasciato la registrazione audio dei suoni catturati dalla sonda nell’inizio del Grand Finale.

 

Molti si aspettavano una vera tempesta di particelle che avrebbe creato un grande caos sui rilevatori, in realtà da quello che potete sentire è tutto molto silenzioso. L’origine di questo silenzio ci è stata spiegata da William Kurth, uomo dietro i rilevatori di plasma e suono di Cassini e studioso dell’Università dell’Iowa: “Sono rimasto sorpreso che non abbiamo rilevato una maggior quantità di polvere durante questo primo attraversamento sul piano dell’anello”. I rumori di fondo hanno comunque un’origine ancora non chiara: “Ciò che si sente, pensiamo, deriva dalle onde plasmatiche presenti nella ionosfera di Saturno”.

Si può comunque far caso al passaggio della sonda nel gap con l’anello: “Se ascoltate la registrazione con molta attenzione – ha messo in luce Kurth- all’ora del passaggio sulla freccia contrassegnata di nero, si possono scoprire pochi clic e schiocchi”. La regione attraversata potrebbe infatti essere ricca di polvere ma lo strumento, dato che potrebbe essere inferiore al micron di grandezza, non è riuscito a rilevare nulla.

 

Le strisce strette rilevate non ancora hanno una causa e allora il team si sta concentrando proprio su quelle. Questa registrazione è molto diversa rispetto a quella del 18 dicembre, quando Cassini aveva attraversato un anello debole: “Il suono in questo caso è il risultato di 100 micron di polvere che hanno colpito la nave a 10 km/s”. Il gas creato, probabilmente a causa delle collisioni, ha raggiunto i 100.000 K.

 

L’antenna dunque, grazie alla nube al plasma e agli ioni creati dalla “fuga” degli elettroni, è stata capace di rilevare un campo elettrico.

Kurth ha spiegato: “Quando un simile impulso viene amplificato e riprodotto attraverso un altoparlante, suona come un clic o uno schiocco”.

Osservando anche il video è possibile vedere la parte più densa dell’anello nel picco rosso sul display.
Nella discesa sono state catturate anche delle immagini raccolte dalla NASA in un video, che mostra anche come la sonda si sia dovuta proteggere durante la discesa.

I fotogrammi raccolti sono stati presi da un’altitudine che va dai 72.400 km iniziali ai 6.700. Ora la sonda proseguirà il suo cammino e noi aspettiamo altre testimonianze della sua odissea nello spazio.

Godetevi i video e i suoni di questo pianeta spettacolare.

Gianluigi Marsibilio

Crediti foto e video: NASA