Piantare un albero salverà il mondo? Nella fitta giungla d’asfalto la diversità degli alberi può fornire molta resilienza nella pianificazione urbana. A farlo presente è un documento, apparso su Science, firmato da  Kathy Willis e Gill Petrokfosky che hanno indicato come il verde possa migliorare il filtraggio dell’aria a beneficio della salute umana. Il paper però indica l’importanza di piantare, all’interno dell’ecosistema urbano, le specie di piante giuste che massimizzano gli effetti positivi nelle città.

La Willis, direttrice scientifica dei Kew Gardens di Londra, ci ha spiegato perché è importante adottare politiche a favore della diversità degli alberi: “ Tutto questo è essenziale per proteggersi contro le malattie e il cambiamento climatico”. Il verde però non è tutto uguale, va scelto con cura: “Alcune specie sono più resistenti ai parassiti e agli agenti patogeni delle altre”. I tratti vegetali come: “Foglie più spesse, legno più denso e radici più lunghe, rendono alcune specie di alberi più resistenti alla siccità e alle temperature più alte”. Pianificare la selezione degli alberi è fondamentale per lo sviluppo del verde nelle nostre città.

Molte città si stanno adeguando in questo senso, da New York a Shanghai, tuttavia bisogna considerare i problemi di allergie: un centro urbano ricco di betulle, frassini e cipressi non è molto adatto alle persone con queste problematiche. Esempi di una gestione positiva vengono dal Canada: nelle aree con più alberi di Toronto c’è una minore incidenza di malattie cardiache e tutto questo ha una diretta correlazione con una spesa medica risparmiata a famiglia che si aggira intorno ai 10.000$.

 

LOS ANGELES, UN CATTIVO ESEMPIO

Uno studio pubblicato dai ricercatori dell’Istituto delle Scienze Spaziali USC ha notato come in ogni quartiere di Los Angeles si sia registrato un disboscamento che va dal 14% al 55%. La ricerca è stata pubblicata su Urban Forestry & Urban Greening e ha mostrato un calo del 1,2 di anno in anno per arbusti e alberi su ogni area.

Solo la comunità di Pasadena ha trovato rimedi a questa situazione, che sembra complessivamente ancora in rapido declino nella città. Secondo gli studiosi il calo è dovuto al crollo immobiliare, che ha devastato il verde nelle aree unifamiliari.

 

 

 

Come la ricercatrice ha precisato: “Gli alberi vanno considerati in modo che possano offrire entrambi i vantaggi perché, se piantati nel posto sbagliato o con errori di densità, possono portare problemi”.

Uno studio fondamentale sul tema è stato condotto da Arne Sæbø, dell’Istituto norvegese per la bioeconomia, che ha riportato le 27 specie di alberi e arbusti comunemente piantati nelle città norvegesi e polacche: i più utili sono alcune specie di conifere e il pino scozzese.

Non sempre gli alberi ad alto fusto sono quelli che riescono a filtrare meglio l’aria: in Francia, ad esempio, sono stati risparmiati oltre 88,23 tonnellate di inquinante grazie alle varie aree verdi delle città.

A risentire dei benefici degli alberi non è solo il corpo, ma anche la mente: gli abitanti di quartieri e città popolate da varie specie sono spesso più sani anche dal punto di vista psicologico.

Altro esempio significativo sull’impatto degli alberi, citato anche su Science: in 1296 contee Usa tra il 1990 e il 2007, a causa dell’infestazione da parte dell’ Agrilus planipennis, sono aumentati i tassi di malattie connesse al cuore e alla respirazione.

Tante volte si associa il verde alla semplice bellezza, ma studiare gli alberi dal punto di vista urbanistico è importantissimo, per migliorare la nostra vita in ogni città e quartiere.

 

Gianluigi Marsibilio