502 km di diametro di superficie ghiacciata in cui sono nascosti geyser che sparano pennacchi di cristalli di ghiaccio nello spazio.

Encelado è il primo indiziato per la vita al di fuori della terra e lo sappiamo dal 2005 quando Cassini, attualmente quasi alla fine dei suoi giorni, ha spiato getti d’acqua e vapore provenienti dalla luna. Oggi sappiamo che all’interno dei getti emanati dai geyser c’è un’abbondante quantità di gas d’idrogeno (H2).

Gli autori dell’articolo, apparso su Science, hanno precisato che non si tratta di una prova della vita sulla luna di Saturno ma comunque di un’indicazione sull’adattabilità alla vita dell’oceano sotterraneo.

Noi abbiamo parlato del significato della scoperta con Nicolas Altobelli, project scientist dell’ESA che da anni si dedica alla missione Cassini: “L’abbondanza di H2 rilevata nel pennacchio di Encelado indica l’attività della sorgente presente sotto la crosta gelata”.

Ovviamente non basta sapere dell’esistenza dell’oceano sotterraneo, bisogna capire la fonte precisa dell’idrogeno: “Sono state indicate varie fonti possibili- ha spiegato lo scienziato- probabilmente l’origine è nella decomposizione dell’acqua a contatto con le rocce che si verifica nell’interfaccia della roccia oceanica”.

Tutto questo logicamente è un’ulteriore conferma ai dati del 2005, l’attività idrotermale infatti è stata di nuovo avvalorata da queste novità.

I risultati sono stati ottenuti dall’importante strumento della sonda INMS, che ha catturato i dati durante i fly-by di Cassini sulla luna.

Altobelli ha precisato, come hanno fatto gli autori dello studio: “Questa non è una rilevazione diretta della vita, ma sappiamo che gli organismi sulla Terra prendono l’energia dalla H2 sul fondo dell’oceano”.  Sistemi del genere devono essere capaci di trasformare l’H2 in metano senza fotosintesi, data la mancanza di luce solare diretta.

Lo studioso dell’ESA ha concluso: “Questi risultati dimostrano che le lune ghiacciate intorno ai giganti gassosi, anche se lontani dalla loro stella ospite (dove l’acqua liquida non può essere stabile in superficie) sono un habitat potenziale”.

Le chiavi per la vita su Encelado sono nascoste nella sorgente di energia chimica sotto la crosta e nell’acqua mantenuta dal calore generato dagli attriti indotti nella crosta stessa dalla luna.

La NASA sta puntando 2 miliardi di dollari su Europa, satellite di Giove, indiziato per sostenere la vita, ma probabilmente Encelado merita uno sguardo veramente approfondito. Chissà cosa verrà fuori dalle prossime osservazioni.

Gianluigi Marsibilio

 

Crediti foto: Nasa/JPL