Le zanzare sono l’ultima sfida della cinematica. Uno studio pubblicato su Nature e realizzato da scienziati del Royal Veterinary College e di Oxford ha mostrato come il volo dei mosquitos ha delle caratteristiche uniche nel mondo degli insetti. I movimenti principali delle ali sono tre: un flusso d’aria nel bordo posteriore, uno nella punta e una diffusa rotazione.

Le ali non solo nascondono una manovra peculiare, ma battono con una frequenza di circa 800 volte al secondo.

Noi abbiamo parlato dello studio con Simon Walker, coautore della ricerca e professore della facoltà di zoologia di Oxford: “ Il nostro lavoro ha rivelato due meccanismi aerodinamici nuovi utilizzati da zanzare, i flussi d’aria in rotazione e sul bordo di uscita, che sono basati su un avvicendamento dell’ala alla fine di ogni metà-battito”.

L’insetto riesce a produrre forze aerodinamiche che sostengono il suo peso sia sulla discesa che in salita, come ci ha spiegato Walker: “Solo con una temporizzazione molto precisa e attraverso il moto le zanzare riescono a sostenere i due passaggi”.

A rendere osservabili i meccanismi, ovvero il trascinamento rotazionale e la cattura della scia, sono state otto telecamere da 10.000 fotogrammi al secondo. Nel primo caso c’è, grazie al colpo d’ala, un movimento che spinge l’aria verso il basso creando una pressione, generando una conseguente spinta verso l’alto. Nel secondo meccanismo il bordo dell’ala usa la scia prodotta dal colpo d’ala precedente. Lo studioso di Oxford ha definito il lavoro tecnologico dietro lo studio come: “Una miscela di esperienza e hardware molto buoni”.

La sua conoscenza in un campo del genere è più che ampia: “Sto registrando la cinematica degli insetti da quasi 15 anni, ma la tecnologia è migliorata molto durante questo periodo”. L’illuminazione è sempre una delle grandi difficoltà ma i miglioramenti ai LED stanno contribuendo a risolvere parecchi problemi: “Sono infatti abbastanza potenti per le nostre esigenze – lo scienziato ha precisato- noi usiamo LED infrarossi perchè sono invisibili ad insetti e non influenzano il loro comportamento in volo”.

Tante telecamere servono poi a dare un’immagine migliore del volo, estrarre i movimenti non è affatto facile: “Le gambe lunghe e le antenne piumate spesso oscurano la vista delle ali”, con un gran numero di strumenti però tutte le immagini escono più dettagliate e niente è più nascosto alla vista degli scienziati.

La grande capacità delle zanzare è tutta nell’utilizzo del movimento dall’alto al basso che creano, autosostenendo il loro volo.

Il funzionamento delle ali della zanzare è estremamente delicato e misterioso: gli scienziati infatti non riescono ancora a determinare la ragione dietro questa strana e delicata aerodinamica.

Le zanzare, come abbiamo visto, nascondono una perla di biomeccanica nelle ali che è ancora tutta da scoprire.

Lo studio sarà fondamentale per aiutare lo sviluppo di nuovi velivoli che operano a scale simili a quelle degli insetti, come ha spiegato il ricercatore: “Qualsiasi cosa possiamo imparare dalle zanzare per aumentare l’efficienza e la produzione di forza aerodinamica sarà utile”, infatti tanti e nuovi strumenti potrebbero beneficiare della capacità di volo dei mosquitos.

In questi giorni anche l’olfatto di questi animali è stato sotto inchiesta: un team di ricercatori della  Vanderbilt University ha pubblicato uno studio basato su oltre 15 anni di studi, dove sono stati analizzati gli oltre 70 recettori secondari dell’olfatto delle zanzare, che permettono a questi insetti di diventare portatori di malattie letali. I recettori indicano la strada verso gli stagni dove deporre uova dopo un buon pasto a base di sangue umano.

Questo dimostra che non siamo solo noi a indagare su di loro ma anche loro, tramite il loro senso super sviluppato, riescono a rintracciarci e pungerci. Anche se il fattore di preferenza verso gli esseri umani rimane un mistero, forse dovremmo dare priorità alla ricerca su questi piccoli e importanti insetti. L’importanza di essere zanzare deriva da questo. È più di una consapevolezza, è un mantra della natura.
Gianluigi Marsibilio