Il sistema sanitario degli Stati Uniti rischia di rimanere colpito dalle politiche contro l’immigrazione. Oltre il 16% degli operatori sanitari e il 25% dei medici negli USA sono nati all’estero e più del 24% dello staff impegnato in programmi di ricerca o specialistici proviene da altri paesi.

Gli Stati Uniti nel corso degli anni hanno subito un drastico ridimensionamento interno in termini di personale addetto al settore sanitario: nel 2025, secondo uno studio di Center for Workforce Studies , la domanda sarà superiore all’offerta di oltre 125.000 unità.

 

La situazione quindi vede ¼ di tutto il personale medico proveniente dall’estero che ha frequentato scuole di medicina al di fuori del Paese.

Negli Stati Uniti c’è una media di 7.3 dottori per 100.000 abitanti, in Italia superiamo gli 11 medici per lo stesso numero di cittadini.

 

Il ruolo di questi professionisti si fa particolarmente importante nelle cure dei malati psichiatrici o altri settori delicati: un terzo delle donne, di origine straniera, sono impiegate in occupazioni di assistenza sanitaria come in reparti di maternità, psichiatria o di assistenza domiciliare; le donne native invece sono principalmente infermiere ma il loro numero scende anno dopo anno.

Al contrario, i loro colleghi maschi sono più propensi a lavorare come medici e chirurghi (32 per cento) o come tecnici sanitari (19 per cento).

La composizione degli occupati è costituita principalmente da uomini e donne provenienti dall’Asia (41 per cento); seguita dall’America Latina (escluso il Caraibi) (18 per cento); Caraibi (17 per cento); del Nord America (Canada e Bermuda), Europa e Oceania (14 per cento); e l’Africa (10 per cento).

Come abbiamo precisato le mansioni coperte dagli stranieri sono spesso molto importanti, ad esempio nei centri di trapianto il 30% non proviene dagli Stati Uniti.

Dalle nazioni coinvolte dal ban emesso provengono oltre 8000 medici che lavorano stabilmente nelle strutture sanitarie del Paese.

Uno studio dell’Harvard Medical School attesta come ci sia un problema di visti, per i sette paesi coinvolti, anche per oltre 80 studenti che sono già nei college e per oltre 1000 con una borsa di studio in fase di approvazione.

I medici già in azione hanno avuto una formazione avvenuta nel 13.3% dei casi in India ma anche in Pakistan con una percentuale del 5.9%.

Il divieto o ban è di soli 90 giorni ma con delle future politiche di immigrazione potranno essere colpiti settori importantissimi, come spesso accade in casi del genere la scienza dimostra di trovare nella pluralità una forza e non una debolezza.

Gianluigi Marsibilio

 

 

 

Fonti articolo: http://jaoa.org/article.aspx?articleid=2213422, https://data.oecd.org/chart/4JWk, https://fivethirtyeight.com/features/trumps-new-travel-ban-could-affect-doctors-especially-in-the-rust-belt-and-appalachia/, https://newsatjama.jama.com/2017/03/08/jama-forum-immigration-reforms-potential-effects-on-us-health-care/