L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato, nei giorni scorsi, il primo elenco di agenti patogeni, identificati come superbatteri, ritenuti pericolosi. Nella lista vengono citate 12 famiglie di batteri giudicate dagli esperti con tre categorie di priorità: critica, alta e media.

Nel 2016 la World Health Organization ha parlato di resistenza agli antibiotici definendola: “Una delle più grandi minacce per la salute globale”.

 

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La lista è stata varata durante una riunione dei membri delle Nazioni Unite dello scorso autunno: la preoccupazione maggiore legata ai superbugs è legata ai pochi antibiotici in commercio o in sperimentazione utili a trattare e eliminare i batteri.

Nell’elenco sono inseriti anche gli Enterobacteriaceae, soprannominati “batteri incubi” perché presentano una grande resistenza ad antibiotici e potrebbero potenzialmente provocare una serie di infezioni mortali.

Le politiche suggerite dalla WHO in questo campo vanno dal miglioramento della sorveglianza delle infezioni da superbatteri alla divulgazione del maggior numero di informazioni sull’impatto della resistenza agli antibiotici.

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Come spesso accade l’organismo umano diventa resistente agli antibiotici a causa di carni provenienti da animali tempestati da medicinali, proprio per questo la Norvegia ha tagliato drasticamente l’uso degli antibiotici nel salmone, alimento chiave per il Paese.

Le principali cause di resistenza secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità sono prescrizioni in eccesso di antibiotici, trattamento errato da parte dei pazienti, sfrenato utilizzo di medicinali in allevamenti di carne e pesce, mancanza di sviluppo di nuove ricerche, scarsa pulizia di ospedali e luoghi pubblici e scarsa igiene da parte delle persone.

Ecco la lista compilata dalla WHO:

Priorità 1: Critica

1. Acinetobacter baumannii
2. Pseudomonas aeruginosa
3. Enterobacteriaceae

Priorità 2: Alta

4. Enterococcus faecium
5. Staphylococcus aureus
6. Helicobacter pylori
7. Campylobacter spp.
8. Salmonellae
9. Neisseria gonorrhoeae

Priorità 3: Media

10. Streptococcus pneumoniae
11. Haemophilus influenzae
12. Shigella spp.

 

 

Gianluigi Marsibilio

Foto copertina: Center For Disease Control

Foto articolo: WHO