“Il suo approccio alla scena del crimine è metodico e sistematico e anticipa di parecchio le scienze forensi”, così il professore Philip Beaman, del centro di ricerca cognitiva e psicologia dell’Università di Reading ci ha descritto il più famoso investigatore della storia, tornato negli ultimi anni alla ribalta grazie ad una serie tv. Stiamo parlando proprio del leggendario personaggio di Sir Arthur Conan Doyle, Sherlock Holmes.

Nella storia della letteratura scientifica molti gruppi di ricerca e scienziati hanno cercato di studiare la mente e le capacità dell’inquilino di Baker Street; anche il team di Janice Chen, della Princeton University e Yuan Chang, un graduate student di Stanford hanno provato a carpire i segreti della mente di Holmes attraverso uno studio sulla Fmri (Functional Magnetic Resonance Imaging).

Gli scienziati, per eseguire l’esperimento, hanno mostrato un segmento di 48 minuti della serie Sherlock:durante la visione della serie gli studiosi hanno monitorato le attività dei 22 partecipanti e hanno scoperto che le sequenze neurali seguite dai vari cervelli sono molto simili. Utilizzando questa tecnica, secondo gli scienziati, potrebbero venire fuori nuove idee sull’identificazione delle malattia degenerative (come l’Alzheimer).

Anche Holmes utilizza molto le sue capacità mnemoniche e cognitive, infatti Beaman ha confermato: “L’uso delle capacità cognitive nel detective è considerevole. Nonostante lui sostenesse che suo fratello fosse superiore nelle capacità, la sua esperienza in ogni caso incontrato durante la sua professione è insuperabile”.

Il nome del fratello è Mycroft e il detective ne parla così durante“ L’avventura dell’interprete greco”: “Non ha ambizioni né energia. Non uscirà mai fuori di casa per verificare le sue soluzioni. Preferirà considerarle sbagliate anziché prendersi la briga di dimostrare a se stesso di aver ragione. Più e più volte mi sono occupato di un suo problema, e ho ricevuto una spiegazione che in seguito è risultata corretta. Ma era assolutamente incapace di risolverlo dal punto di vista pratico”. La grandezza di Holmes, dal punto di vista scientifico e deduttivo, è stata ripresa anche da autori come Eco: ne “Il Nome Della Rosa” il protagonista Guglielmo da Baskerville riprende le sue abilità dal famoso investigatore e il suo stesso nome richiama uno dei più celebri racconti di Doyle: “Il Mastino dei Baskerville”.

Beaman ha precisato: “La memoria di Holmes, di tanto in tanto, appare disorganizzata, e spesso mostra creatività in campo musicale, anche come compositore”. Tuttavia la sua grandezza, dal punto di vista scientifico, è nella sistematicità: “Il suo approccio all’analisi della scienza del crimine è metodico e anticipa i successivi sviluppi nel campo della scienza forense”.

Sherlock Holmes con oltre 100 anni di anticipo ha utilizzato la chimica nelle indagini: “è descritto spesso come un chimico esperto”. In più di un racconto il detective ha elevato la medicina legale:

“Prendiamo del sangue fresco”, disse, infilandosi un lungo spillone nel dito e aspirando qualche goccia di sangue con una pipetta.”Ora, aggiungo questo poco sangue a un litro d’acqua. Come vede, il liquido che ne risulta conserva l’aspetto di acqua pura. La percentuale del sangue non è certo maggiore di uno a un milione. Eppure, sono sicurissimo che otterremo la reazione caratteristica.” Mentre parlava, aveva gettato nel recipiente alcuni cristalli bianchi, aggiungendo poi qualche goccia di un liquido trasparente. In un attimo il contenuto del recipiente assunse un color mogano opaco e un sedimento brunastro precipitò  sul fondo”.

 

Il carattere di Holmes lo portava ad essere estremamente preparato in alcuni settori, a discapito di altri, ma la sua importanza non è discutibile, nemmeno dal punto di vista scientifico: “Sherlock Holmes è purtroppo un personaggio di finzione, e questo porta ognuno a leggere in lui qualunque cosa si ama”, ma lo stesso  Edmond Locard, uno dei fondatori (reali) delle scienze forensi, ha testimoniato l’importanza dell’investigatore londinese nella sua carriera e nelle sue intuizioni.

Holmes utilizza logica e immaginazione per risolvere crimini in modo scientifico, forse peccando alcune volte di mancanza di umanità, ma sicuramente questo personaggio immaginario è un esempio, anche nel 2017, per la scienza.

Gianluigi Marsibilio