Stanchi dei soliti oggetti galattici? Ecco a voi un nuovo e potente oggetto, distante solo 370 milioni di anni luce dalla Terra, il megamaser IRAS 16399-0937.

Per parlare di quest’oggetto così insolito e ricco di segreti abbiamo parlato con  Jennifer Wiseman, astrofisica e scienziata del progetto Hubble presso il Goddard Space Flight Center della NASA. Prima di parlare della nozione di megamaser è imporante capire cos’è un maser: “Un maser è un processo in cui alcuni componenti all’interno di una galassia (ad esempio delle nuvole di gas), sono nella condizione fisica di essere stimolate e capaci di irradiare un’ intensa energia (nel caso di IRAS si tratta di microonde)”.

MASER è un acronimo che sta ad indicare l’azione di “Microwave Amplification by Stimulated Emission of Radiation”, in sintesi il fenomeno è analogo a quello prodotto dai laser, con la peculiarità di agire nel campo delle microonde.

Hubble ha studiato le caratteristiche di IRAS 16399-0937 con due strumenti, in particolare l’Advanced Camera for Surveys (ACS) e il Near Infrared Camera and Multi-Object Spectrometer (NICMOS).

NICMOS ha permesso di analizzare i dettagli e rilevare non un maser comune bensì un megamaser: “ Per questa galassia IRAS 16399, si parla di “mega” perché il processo è in corso attraverso larghe porzioni della galassia, tutto questo produce una quantità enorme di intense radiazioni”.

Gli scienziati hanno scoperto però una gran particolarità, infatti IRAS 16399-0937 ospita un doppio nucleo. I due core differenti derivano da una fusione galattica, come ci ha spiegato la Wiseman: “La galassia ha in realtà componenti di due galassie differenti che vengono da una fusione. Le fusioni di galassie sono comuni in tutta la storia dell’universo; anche la nostra Via Lattea ha sperimentato le fusioni in passato, e ancora una volta le proverà in futuro”.

Le due zone che compongono il megamaser sono molte diverse tra loro: “IRAS 16399S e IRAS 16399N, sono diversi l’uno dall’altro. La componente meridionale sta formando stelle molto rapidamente, mentre il componente settentrionale ospita un buco nero super-massiccio nel suo nucleo- la scienziata ha concluso però che- le due parti sono disegnate contemporaneamente dalla reciproca attrazione gravitazionale”.

Le galassie sono delle culle per le stelle giovani che si dovranno formare, e IRAS 16399S è un vero Starburst ( zona in cui le stelle si formano molto più rapidamente). La Wiseman ha concluso: “In una galassia come la nostra Via Lattea si formano circa 3 stelle di massa solare all’anno, in media; in una galassia starburst, possono formarsi più di 1000 stelle in un anno”.

Gianluigi Marsibilio