La bananapocalipse potrebbe essere vicina: la banana Cavendish, la varietà più diffusa del frutto più popolare al mondo, è seriamente a rischio a causa di un fungo portato da una variante della malattia di Panama: il micete in questione è stato battezzato come Tropical Race 4.

La Cavendish occupa il 95% del mercato di questo frutto, la sua popolarità è dovuta alla mancanza totale di semi. Il mercato del frutto è basato quasi interamente su questa variante, i produttori principali si trovano in zone subtropicali e sono paesi come India (29.7 milioni di tonnellate all’anno), Uganda (11.1 milioni di tonnellate all’anno) e Cina.

I rischi della TR4 sono studiati dal WBF (World Banana Forum) che prende misure di prevenzione per proteggere le colture: le campagne di sensibilizzazione comprendono l’adozione di sistemi di allarme, programmi di comprensione dell’epidemiologia della malattia e lo sviluppo della gestione del morbo.

 

Le banane Cavendish sono estremamente vulnerabili al TR4 a causa della loro scarsa diversità genetica, il fungo inoltre è pericoloso anche grazie alla sua longevità, la spora infatti rimane viva nel terreno per anni.

Ad oggi non esistono misure per debellare la malattia, l’unico strumento disponibile è la quarantena.

Il commercio di banane oggi vale oltre 7 miliardi di euro e ogni anno si rischiano danni sempre più ingenti per mano del fungo.

 

La varietà attaccata dal virus è arrivata in Inghilterra nel 1830 dalle Mauritius, il nome è stato dato dalla famiglia nobiliare che per la prima volta ha permesso la crescita di questo frutto sul suolo europeo.

Ad oggi il mercato delle banane, secondo la FAO, porta all’esportazione di 17 milioni di tonnellate a livello globale, l’Ecuador è il miglior esportatore al mondo.

Nel corso della loro storia le banane sono state colpite dal morbo di Panama, la prima variante ad esempio ha distrutto la variante Gros Michel. Ad oggi il quarto ceppo della malattia rischia di azzerare le Cavendish, tuttavia alla BBC il dottor Gert Kema, un esperto nella produzione di vegetali dall’ Università di Wageningen, ha dichiarato: “Siamo in grado di rilevare e monitorare il fungo molto meglio di quanto avremmo potuto”.

Questo certo non tranquillizza, dato che: “ Il problema di fondo è sempre lo stesso in quanto la specie Cavendish è così vulnerabile alle malattie”, ma sicuramente siamo fiduciosi poichè, dalle stime sul riscaldamento globale, sappiamo che entro il 2070 la porzione di terreno adatta alla coltivazione di banane aumenterà del 50%, dando nuove speranze a tutti gli amanti della banana split.

 

 

Gianluigi Marsibilio