Dopo aver parlato la scorsa settimana del libro The Pope of Physics: Enrico Fermi and the Birth of the Atomic Age, abbiamo contattato l’autore Gino Segrè, fisico e professore presso l’Università della Pennsylvania, per parlare della sua opera e di questa figura enorme che è Enrico Fermi. Il libro sarà tradotto anche in italiano dalla casa editrice Raffaello Cortina.

Perchè Fermi è stato definito il Papa della fisica? Oggi c’è, nella comunità scientifica, una personalità che possiamo paragonare a lui?

Tutti I giovani fisici in Via Panisperna avevano dei soprannomi con cui uno chiamava l’altro. Quello di Fermi era IL Papa, perchè gli altri dicevano ridendo che Fermi era infallibile.

Non c’e` una persona paragonabile, in parte perche` sembra impossibile  essere esperto in tutti i rami della fisica come lo era lui.

Tante volte Fermi viene ricordato nella cultura popolare per il paradosso sulla vita extraterrestre. Ma quella frase pronunciata durante un pranzo, non è stata leggermente fraintesa?

Si. E` stata fraintesa. Fermi cercava sempre di fare stime rapide di fenomeni, pensando che facendo delle ipotesi ragionevoli, si potesse arrivare ad un numero valido, almeno grossolanamente.

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Quanto nella carriera di Fermi è stata importante l’esperienza di Chicago?

Importantissimo. La dimostrazione di una reazione nucleare a catena, diretta da Fermi, ha trasformato la fisica nucleare e reso possibile la costuzione di reattori nucleari, arme nucleari eccetera. L’esperienza a Chicago nel dopoguerra e` stata anche molto importante perche` ha avviato la fisica delle particelle elementari e ha educato una nuovi generazione di giovani fisici.

L’esperienza dei ragazzi di Via Panisperna in che misura è stata importante per Fermi?

Molto importante. Benche ` la parte del suo lavoro come fisico teorico fu fatta da solo, quello di fisico sperimentale era una vera e propria collaborazione. Ha anche cambiato lo stile di sperimentare perche` Fermi divideva con i suoi cinque o sei collaborator il lavoro che veniva poi pubblicato insieme.

Quale crede sia stato il passaggio più importante, a livello scientifico, nella vita dello scienziato?

Il successo nel 1934 nel bombardare nuclei con neutroni. Questo cambio` la carriera di Fermi, fino ad allora ritenuto piu` che altro come un teorico. Dopo fu riconosciuto come uno sperimentatore di grande valore internazionale.

Perchè Fermi decise di mettere la paraffina nell’esperimento sulla radioattività artificiale indotta dai neutroni?

Quando gli altri Ragazzi di Via Panisperna domandarono il perche` a Fermi, lui rispose burlando che lo aveva fatto  “con intuito formidabile”

L’amico di Fermi, il Premio Nobel Chandrasekhar pensa  che la decisione era invece il risultato di una lunga subconscia meditazione.

Come possiamo descrivere il rapporto tra lo scienziato e l’Italia?

Fermi sentiva certamente la sua Italianita`, ma quello che lo importava piu di legami nazionali,era la possibilita` di condurre il suo lavoro e percio` non prese posizioni politiche prima di emigrare. Fece questo nel 1938 perche la moglie e percio I figli erano ebrei , ma anche perche le possibilita` di lavoro erano migliori. Nel dopoguerra, torno` in Italia solo due volte, ambedue le volte per visite relativamente brevi. Bisogna notare pero` che era molto impegnato nella ricerca e nel insegnamento negi Stati Uniti durante questo periodo

Oggi cosa continua ad insegnarci Fermi? Cosa devono imparare i giovani scienziati da lui?

Non ci si puo`aspettare di diventare un Fermi, ma lezioni che possiamo imparare da lui sono  di continuare ad imparare durante la carriera, di evitare di ripetersi e di cercare di vedere i nuovi campi. Lui si mosse con agilita` dalla fisica atomica a quella dei nuclei e poi a quella delle partcelle elementari. Avrebbe potuto continuare a capeggiare in uno o l’altro ma si rinnovava continuamente. Un’ altra lezione e quella di essere un gran lavoratore e di non fare distinzioni di rango

La sua vita si è incontrata con quella di Fermi. Cosa le ha lasciato, a livello personale, Enrico Fermi?

Come molti altri giovani con interessi nella scienza che sono cresciuti in Italia durante gli anni 50, Fermi era una specie di eroe mitico. In piu` mio zio Emilio, poi Premio Nobel anche lui, fu il primo studente a Roma di Fermi e percio` anche il primo a diventare uno dei Ragazzi di Via Panisperna. Questo legame mi aiuto ` a sperare di potere diventare anch’ io un fisico.