Noi di Tra Scienza & Coscienza oggi lanciamo una nuova rubrica: Pagine di Scienza.

Nella rubrica, che avrà una cadenza mensile, consiglieremo ai nostri sempre più numerosi lettori, un libro in italiano o in inglese da leggere per approfondire temi a noi cari.

La nostra segnalazione di novembre è dedicata al libro The Pope of Physics, scritto da Gino Segrè, professore di fisica emerito presso l’Università della Pennsylvania, autore di tantissimi saggi divulgativi e Bettina Hoerlin, professoressa presso l’Università della Pennsylvania e moglie del fisico.

Il libro è dedicato a Enrico Fermi, il più celebre dei ragazzi di via Panisperna, che nel 1938 si portò a casa il Nobel per la fisica grazie alla scoperta della radiazione indotta da neutroni lenti.

Fermi andato via dall’Italia per le leggi razziali, approda negli USA nel 1939 e nonostante la diffidenza di alcuni statunitensi nell’affidare ruoli importanti in progetti segreti a emigrati stranieri, tutti devono inchinarsi alla grandezza dello scienziato, che nel 1942 comincia a lavorare sotto l’Università di Chicago al primo reattore nucleare al mondo.

La bellezza di questo libro ruota intorno all’infallibilità scientifica di Fermi, proprio a Roma infatti i suoi colleghi diedero allo scienziato il soprannome “il Papa della fisica”: con questo libro si riesce ad entrare nella vita di una delle personalità più belle della storia della scienza.

Nel lavoro di Segrè e della Hoerlin riusciamo a scoprire aneddoti della vita e del lavoro di Fermi, comprendendo anche come i due aspetti siano estremamente interconnessi.

Dalla sua vita con Laura, moglie dello scienziato, al rapporto con i suoi allievi, tutto nel libro ruota intorno a lui. I lettori si trovano effettivamente dinanzi ad una sorta di agiografia che risulta piacevole e mai ripetitiva.

Il racconto viene dallo sguardo privilegiato di Segrè, figlio di Emilio, allievo di Fermi e vincitore del Nobel per la fisica nel 1959.

Attraverso la lettura si riesce ad entrare nella vita di uno scienziato come Fermi e immaginare il mondo visto dall’89 A di Via Panisperna e dalle stanze del Manhattan Project.

Crawford Greenewalt disse di Fermi: “ He was really an extraordinary man. He happened to be a physicist, but I think he could have gone into any profession, whether by accident or by design, and done extraordinarily well at it”, in ogni professione Fermi sarebbe stato il migliore, fortunatamente per la comunità scientifica Fermi a 17 anni già padroneggiava perfettamente la fisica e oggi non si può non conoscere una figura del genere, per questo leggere il libro di Segrè e Hoerlin è un vero piacere per tutti gli innamorati della scienza.

Gianluigi Marsibilio

 

(Potete mandarci le vostre impressioni sul libro e delle idee per le prossime segnalazioni)