Marte è al centro dei pensieri su ogni sponda dell’oceano Atlantico, da Exomars ai piani di Musk si parla sempre più spesso del pianeta rosso. Nel 2020, non solo l’ESA con Exomars (parte 2), ma anche la NASA è decisa a portare un rover sul pianeta.

L’obiettivo è quello di trovare tracce di vita e ad aiutare in questa ricerca ci potrebbe essere BILI (Bio-Indicator Lidar Instrument). Questo strumento è un radar messo a punto dal Goddard Space Center della NASA dallo scienziato Branimir Blagojevic. BILI potrebbe essere presente a bordo di un lander e avrebbe le capacità di captare piccole tracce di vita a centinaia di metri di distanza.

Noi abbiamo parlato con il capo progetto per capire come si potrebbero captare le biofirme sulla superficie di Marte: “(BILI) è un sistema in tempo reale di rilevamento a distanza che permette la distinzione di bio-firme disperse nell’atmosfera planetaria e a livello del suolo, con un ulteriore sviluppo tecnologico necessario per adattare lo strumento per gli ambienti planetari. Le funzionalità del primo strumento di indagine bio-indicatore atmosferico hanno lo scopo di aumentare la probabilità di trovare firme di vita extraterrestre effettuando scansioni del volume in atmosfera di centinaia di metri in direzione radiale intorno al rover”.

Le applicazioni di questo strumento potrebbero essere molteplici nella ricerca di vita: “Sarà possibile eseguire una scansione in remoto sui pendii di Marte con presenza di fluidi salati (…) Queste caratteristiche sono sulle piste e nelle aree di terreno allentato, dove l’atterraggio di una sonda o rover è veramente complicato. Come strumento di telerilevamento BILI può accedere a queste regioni, senza alcun rischio di contaminazione biologica”.

La procedura è importante e innovativa, infatti lo scienziato ha confermato: “Crediamo che questa tecnica potrà essere applicata in modo simile sulle superfici planetarie come un potente strumento di indagine per identificare a distanza specie organiche e quindi possibili bio-firme”.

BILI in sostanza sarebbe perfetta per individuare siti di atterraggio e esplorazione dei prossimi rover che nei prossimi anni andranno a caccia di vita su Marte: “BILI non rileva direttamente la presenza della vita”, ma sarà fondamentale per intensificare la nostra attività di esplorazione nel campo dell’astrobiologia.

 

Gianluigi Marsibilio

 
crediti foto: NASA