Mai così vicina, mai così luminosa. Questa sera assisteremo allo spettacolo offerto dalla superluna: la NASA per l’evento ha specificato che il nostro satellite, in questa occasione, sarà più luminoso rispetto agli ultimi 68 anni. L’evento si verifica quando il nostro satellite è in plenilunio e si trova al perigeo, nel punto più vicino dell’orbita rispetto al nostro pianeta.

Il fenomeno, come ha spiegato la NASA, si ripeterà solo nel 2034, tuttavia in questi anni siamo stati sommersi dall’hype provocato da fenomeni del genere, non dimentichiamo infatti la luna di sangue, la luna nera, la luna blu.

Ogni fenomeno è stato determinato da origini storiche, il termine superluna non è affatto scientifico, bensì risale al 1970 ed è stato coniato da un astrologo.

La vera esplosione del fenomeno avviene, come testimoniano i Google Trends, nel 2011, tuttavia Jim Lattis dell’Università del Wisconsin è stato chiaro sul fenomeno: “Non mi piace mandare la gente a vedere qualcosa che non è in grado di vedere. In realtà non c’è molto da vedere.”

Per essere precisi proprio a causa dell’origine del termine gli astronomi non usano la parola “superluna”, ma indicano il fenomeno con i termini: “perigee full/new moon”.

La luna apparirà più grande del 7% e di quasi un 15% più luminosa: per calcolare bene le distanze tra terra e luna gli scienziati usano i laser che rimbalzano sugli specchi lasciati sul satellite dalle missioni Apollo e dalle spedizioni sovietiche.

 

Questa luna piena dunque non sarà particolarmente speciale rispetto alle altre, ma come ogni evento di questo genere può essere un buon pretesto per iniziare ad osservare il cielo.

Gianluigi Marsibilio