Questa mattina  tra le province di Macerata, Perugia e Ascoli Piceno è stato localizzato un sisma di 6,5 di magnitudo. Nel corso della giornata si sono rincorse una serie di credenze e dicerie sugli eventi sismici che è meglio chiarire definitivamente.

Il valore della magnitudo è stato prima calcolato a 6.1 e successivamente a 6.5, si è subito scatenata una serie di accuse sui vari social, ma noi di Tra Scienza & Coscienza vogliamo spiegarvi perché dopo pochi minuti è ancora difficile stabilire con certezza questo parametro.

 

Le misurazioni vengono fatte da varie agenzie come l’INGV (che utilizza la magnitudo locale), mentre la USGS (Ente USA)  utilizza, in base alla distanza, altri tipi di magnitudo.

I metodi per calcolare questo parametro sono diversificati in base a vari fattori.

Non bisogna confondere questo criterio con l’intensità, che indica i danni fatti dal sisma sul territorio, questo parametro viene valutato in base alla scala Mercalli. Per stimare il valore in questione vengono fatte apposite valutazioni tecniche in base ai danni riportati a case, strade e ambiente.

 

Le unità di magnitudo sono misurate con dei sismometri, che sono diversi e funzionano in base ai vari tipi di intervallo in cui si verifica il sisma. I metodi sono differenti e sono basati su tanti tipi di onde, da quelle volume ( che viaggiano in profondità all’interno della terra) a quello delle onde superficiali ( che si spostano negli strati superficiali).

Come sempre precisato da tutte le agenzie, i dati sono disponibili pochi secondi dopo il sisma ma sono incompleti e ancora completamente affidabili. I valori preliminari possono differire anche dello 0,5 dalle prime stime.

 

La comunicazione e il controllo di questi dati vengono svolte in varie fasi:

 

Fase 1- dopo 2 minuti avviene una stima automatica, che viene effettuata con i dati inviati dalle stazioni sismiche prossime all’evento. In un primo momento si ha una stima dell’epicentro, della profondità e della magnitudo

Fase 2- Dopo 5 minuti i dati vengono valutati da tutte le stazioni della rete nazionale, la stima è ancora automatica ma comunque più precisa della precedente

Fase 3- A massimo 30 minuti dall’evento, i sismologi dalla sala operativa valutano le stime, analizzano tutti i dati, individuano il tipo di onde provenienti dalle stazioni. La magnitudo e la localizzazione in questa fase sono calcolate direttamente dagli scienziati e solo a questo punto si arrivano ad avere stime precise, che vengono comunicate alle autorità.

 

In queste fasi tutto viene comunicato alla protezione civile, e passo dopo passo vengono forniti tutti i dati per comprendere la natura dell’evento sismico.

 

 

 

Per quanto riguarda il capitolo rimborsi, c’è da fare una distinzione tra scala Mercalli e scala Richter. L’entità dei danni infatti è misurata in base alla prima e la magnitudo non entra in alcun modo in questo discorso, anzi la legge numero 100 del luglio 2012 ha regolato la questione rimborsi in caso di calamità naturali.

Il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) in mattinata ha parlato di contagio sismico come di: “processi di propagazione laterale della sismicità relativamente frequenti, già osservati in altre aree sismiche della Terra come per esempio in Turchia, California e Haiti”.

La grande frequenza di eventi sismici, come espresso nella nota stampa dell’agenzia, ha permesso: “che si verifichino una serie di terremoti forti ma non fortissimi. Molto peggio sarebbe se tutti questi segmenti della facomunicaglia (Amatrice, Visso, Norcia) si fossero mossi tutti insieme generando un terremoto di magnitudo almeno 7.0”.
Sperando di aver offerto un servizio informativo corretto e utile, ci stringiamo alle popolazioni colpite.

Per ogni informazione seguite le pagine dell’INGV che svolge un servizio di informazione eccellente nella comunicazione di questi eventi.

Gianluigi Marsibilio

Crediti Foto: INGV