Oggi è il giorno dell’atterraggio di Schiaparelli e noi continuiamo la nostra serie su Exomars dopo il primo articolo di ieri con le parole di Gian Gabriele Ori.

Per parlare a 360° della missione abbiamo contattato l’astrofisica Patrizia Caraveo che ci ha raccontato in che modo l’Italia ha contribuito alla spedizione e non solo.

Tra qualche ora, i sei minuti di discesa terranno in ansia tutti quelli che aspettano un atterraggio tranquillo per il lander: “Il momento più difficile sarà il frenamento e l’ammartaggio. E’ una manovra che durerà 6 minuti e sarà li che si giocherà il successo o il fiasco della missione”.

Proprio questa fase darà tanti spunti dal punto di vista scientifico e tecnico: “Lo strumento AMELIA (a guida italiana della collega Francesca Ferri dell’università di Padova) riprenderà la discesa e queste informazioni saranno certamente preziose per programmare la discesa del Rover che verrà inviato con la prossima missione ExoMars che partirà nel 2020”.

Lo strumento che partirà nel 2020 sarà molto più difficile da gestire per questo il ruolo di questo lander è fondamentale: “Schiaparelli è un Entry and Descent Module e deve mettere alla prova le tecniche necessarie per fare ammartare un rover molto più pesante”.

La presenza robotica su Marte verrà rinforzata missione dopo missione, l’ESA fino ad oggi sta subendo un duro 7-0 della NASA come numero di atterraggi su Marte.

L’Agenzia Spaziale Europea sicuramente avrà preso spunto da Curiosity per effettuare le manovre finali, nonostante qualche piccola diversità le azioni possono essere equiparate: “Grossomodo si perché entrambe usano retrorazzi invece degli airbags, come avevano fatto Pathfinder e dopo Spirit e Opportunity. Se vogliamo andare più nei dettagli, Curiosity ha usato la tecnica dello Sky Crane che Schiapparelli non userà”.

La tecnica dello Sky Crane consiste in una pratica di atterraggio morbido effettuato grazie ad una gru che ha accompagnato, per via della sua grande massa, il MSL (Mars Science Laboratory) al suolo.

Questa prima fase di ExoMars è dunque un punto di partenza per l’esplorazione di Marte. Tra la proposta di Obama (di cui vi abbiamo parlato nella scorsa settimana) e i piani di Elon Musk, in vista di uno studio più accurato del pianeta rosso: “Occorrerà unire le forze di tutte le agenzie spaziali mondiali. Non è un’idea nuova. L’aveva già proposta von Braun nel suo (poco noto) libro di fantascienza -Project Mars a Techincal Tale-”.

Il volume in questione uscirà a giorni con una prefazione di Giovanni Bignami.

Ora non resta che aspettare qualche ora per scoprire il destino del nostro lander Schiaparelli, è da lì infatti che cominceremo a scrivere la storia del nostro futuro su Marte.

Gianluigi Marsibilio
Crediti foto: ESA