Per anni in Cina  è stata tramandata una leggenda secondo la quale l’Imperatore Yu riuscì a controllare un’inondazione del Fiume Giallo, grazie alla bonifica dei terreni e alla aggiunta di canali; decisione la quale costruì le basi per la prima dinastia Xia e per la grande civiltà cinese.

Questa leggenda è rimasta tale fino a quando è stato possibile stabilire con prove scientificamente valide la veridicità dei fatti. Un gruppo di geologi ha collocato nel 1900 a.C. un importante evento catastrofico, dovuto alla rottura di una diga, i quali frammenti avrebbero provocato lo sbarramento del Fiume Giallo.

Quando la diga si è frantumata, fino a 16 chilometri cubici di acqua hanno inondato la valle, provocando probabilmente il conseguente abbandono di Lajia, una valle preistorica adesso conosciuta come la “Pompei d’Oriente”.

Secondo Darryl Granger, della Purdue University, questo evento, tra i più distruttivi e catastrofici negli ultimi 10 000 anni, considerando la sua portata di circa 300 000-500 000 metri cubi al secondo è equiparabile all’inondazione più grande mai avvenuta nel Rio delle Amazzoni.

I sedimenti creati dall’alluvione sono principalmente situati nella gola di Jishi, dove gli studiosi hanno potuto inoltre riscontrare la presenza di altri depositi che hanno spiegato quindi l’esistenza di un’altra successiva alluvione, probabilmente successiva al terremoto che seppellì il sito di Lajia.

Il dottor Wu Qinglong, della Nanjing Normal University e leader della ricerca, afferma :“Nel luglio 2008 ho improvvisamente capito che la sabbia nera rinvenuta precedentemente dagli archeologi nel sito di Lajia sarebbe potuta appartenere ai depositi della nostra inondazione”, riferendosi ai sedimenti sui quali è stata effettuata la datazione al carbonio per accertamenti.

A seguito di questa analisi, la datazione dei sedimenti sfora di circa 200-300 anni quella della storia dell’imperatore Yu, ma si tratta di una leggenda tramandata oralmente, che non è possibile collegare nel tempo con certezza.

Cristiana Picchi