Rosetta è pronta a spegnersi e adagiarsi sulla cometa Churyumov-Gerasimenko. Venerdì 30 la sonda , ora molto distante dal Sole, sarà controllata dagli scienziati ESA e verrà dolcemente appoggiata: gli scienziati riceveranno il segnale finale dopo 40 minuti dall’effettiva morte dello strumento.

Negli ultimi chilometri che separeranno la sonda dal suolo, ci sarà l’opportunità di scattare foto della cometa da una distanza mai raggiunta prima.

La missione è durata dalla data di lancio ben 12 anni e proprio delle vittorie e delle sconfitte del programma abbiamo parlato con uno degli uomini più rappresentativi di questo viaggio, Matt Taylor, l’astrofisico brittanico che ha portato Rosetta sulla cometa.

Il project scientist dell’ESA ci ha raccontato tutto sulla morte della sonda: “La fine di Rosetta non sarà “facile”per coloro che lavorano con la missione, ma sappiamo che è stata un’avventura impressionante e la scienza – derivata da essa – continuerà per molti anni a venire”.

Nonostante le immagini che verranno scattate a pochi metri dal tonfo: “Rosetta smetterà di funzionare non appena a contatto con la cometa”.

Abbiamo parlato con lui delle manovre effettuate per permettere il tocco su Churyumov-Gerasimenko: “Noi manovreremo il veicolo fino al 29 settembre, dopo di che ci sarà una caduta libera e prenderemo misurazioni fino alla fine”.

La missione ha raggiunto tantissimi obiettivi fondamentali, interessante vedere come sotto Rosetta molte agenzie spaziali si sono riunite per raggiungere la cometa e studiare il corpo in maniera diretta: “La missione è un esempio di ciò che può essere realizzato, con un obiettivo comune e la collaborazione internazionale. Come in fondo la scienza fa continuamente”.

Tuttavia non possono essere nascosti alcuni problemi avuti con la missione, ad esempio i problemi riscontrati con il lander Philae non sono da ignorare: “ Non siamo riusciti a portare a termine gli obiettivi scientifici a lungo termine, ma abbiamo ottenuto accesso ad una regione-della cometa- che non avremmo scelto. Il rimbalzo finale di Philae nel suo luogo finale, Abydos, è stata per me una cosa buona: certo abbiamo perso un po’ di dati, ma la scienza ha guadagnato anche da questo”.

Le comete da sempre sono additate come portatrici di vita e acqua sulla Terra, Rosetta ci ha chiarito, come ha detto Taylor, molto su questo aspetto: “Le comete potrebbero aver portato un po’ d’acqua sulla Terra, anche se la maggior parte è probabilmente derivata dagli asteroidi. Le comete hanno la capacità di fornire materiale organico, infatti abbiamo rilevato molte sostanze organiche sulla cometa, questo permete di avere il potenziale per fornire le basi, che con le condizioni giuste, potrebbero diventare vita”.

L’esperienza di Rosetta sarà utilissima per il futuro dell’esplorazione spaziale, gli obiettivi del’Esa saranno molto ambiziosi in questi anni e la missione che tra due giorni si chiuderà darà grandi spunti per: “Volare su piccoli corpi come gli asteroidi”, anche se ovviamente: “Ogni volta che ci si avvia a gestire un veicolo spaziale si guadagna in esperienza”.

Rosetta però non è stata solo un’esperienza, è stato un capitolo pionieristico dell’esplorazione spaziale e noi la salutiamo, ringraziandola di cuore.

Gianluigi Marsibilio

Crediti foto: OSIRIS: ESA/Rosetta/MPS for OSIRIS Team MPS/UPD/LAM/IAA/SSO/INTA/UPM/DASP/IDA; NavCam: ESA/Rosetta/NavCam – CC BY-SA IGO 3.