Ci sono strumenti scientifici che nel corso della storia sono stati capaci di andare oltre l’ingegneria, uno tra questi è sicuramente l’Hubble Telescope. Grazie alle immagini del telescopio, posizionato in bassa orbita terrestre, il nostro orizzonte cosmico si è spostato più in là e dal giorno di lancio, nonostante alcuni piccoli problemi all’inizio della missione, sono arrivate a terra una miriade di immagini fondamentali per favorire importanti scoperte astronomiche.

Nel 2004, grazie alla direzione di Frank Summers, astrofisico dello Space Telescope Science Institute, è stato realizzato un cortometraggio: “Hubble: Galaxies Across Space and Time”.

Lo spettacolo offerto dal corto è imperdibile, le immagini sono provenienti al 100% dall’Hubble Space Telescope. Il viaggio in cui si viene immersi spazia nella storia dell’universo, fino alle nostre radici.

Ora la produzione è stata rilasciata in 4K. Attraverso il nuovo formato è possibile ammirare il cortometraggio, premiato nel 2004 dalla Cinema Association come miglior short-film, con una definizione mai raggiunta prima.

Abbiamo parlato con Summers della realizzazione dell’opera: “Il nostro team ha lavorato a stretto contatto con gli scienziati al fine di trasformare le immagini. Il team scientifico ha fornito i cataloghi per identificare le galassie nelle immagini e ha fornito le misurazioni delle distanze”. Ovviamente per realizzare un prodotto del genere c’è bisogno di un gran lavoro sulle immagini: “Una quantità considerevole di pulizia sulle immagini è stata necessaria per rendere i dati scientifici adatti all’uso in un film”.

Importantissimo è stato l’uso di strumenti tecnici e la realizzazione di un modello tridimensionale per visualizzare il lavoro : “I software di computer grafica utilizzati sono gli stessi usati dagli studi cinematografici per i loro film”. Avere strumenti ottimi ha permesso di: “ Creare un volo fluido della fotocamera che viaggia attraverso la raccolta di galassie, coprendo quasi dieci miliardi di anni luce di tutto l’universo”.

Il lavoro è stato possibile grazie ad uno strumento chiave per l’HST, ovvero la camera ACS (Advanced Camera for Surveys): “L’ACS ha dato ad Hubble una nuova capacità di fare grandi mosaici”. L’astrofisico inoltre ha evidenziato l’importanza del progetto GOODS come una: “Nuova e meravigliosa opportunità di raccogliere dati per l’esplorazione visiva”.

Dopo i lavori preliminari nel 2003, il salto di qualità è arrivato grazie all’IMAX Corporation: “Ci siamo avvicinati all’IMAX Corporation per ricevere i loro consigli, e siamo arrivati a fare il breve film IMAX in autunno / inverno 2003/2004. Il film ha debuttato al Maryland Science Center nel mese di aprile 2004. Da allora è stato proiettato in circa 50 cinema IMAX in tutti gli Stati Uniti (e un paio di sedi internazionali) come una breve introduzione prima del film principale”.

Ovviamente tutto questo sforzo non è solo utile a costruire un prodotto artistico, uno dei fini principali è quello di: “Presentare le idee della scienza con ampia diffusione. Cerchiamo di usare la bellezza delle immagini per attirare l’attenzione pubblica, e poi portare ulteriormente gli spettatori verso la comprensione di alcuni punti della scienza dietro le immagini”.

I tre obiettivi del cortometraggio secondo il suo regista sono: “ In primo luogo, che le immagini a due dimensioni, provenienti da Hubble, sono le reali rappresentazioni di un universo tridimensionale. In secondo luogo, che il telescopio ha osservato galassie attraverso miliardi di anni luce di spazio. E in terzo luogo, che le galassie visibili a miliardi di anni luce di distanza sono viste nella loro condizione di miliardi di anni fa, in modo da poter osservare i cambiamenti delle galassie nel tempo, attraverso queste profonde immagini di Hubble”.

Gianluigi Marsibilio

(Crediti video: Producer: John Stoke
Director: Frank Summers
Writers: John Stoke and Frank Summers
Visualization Leads: Greg Bacon and Frank Summers
Narrator: Barbara Feldon
Music: Jon Serrie)