Per la prima volta in assoluto, delle piante modificate  attraverso la tecnica di editing CRISPR-Cas9 sono state coltivate, raccolte e cotte.

Stefan Jansson, esperto in biologia vegetale all’ Umeå University, ha servito un piatto di pasta con verdure “CRISPR” ad un radio-reporter.

CRISPR (Clustered Regularly Interspaced Short Palindromic Repeats) è una tecnica di cui vi abbiamo spesso parlato: La CRISPR comprende due componenti: un enzima, che taglia a fette il DNA, e una molecola guida. che può distribuire con precisione l’enzima di taglio sul bersaglio scelto. La tecnica comprende l’inserimento di una fila consecutiva di siti bersaglio in un angolo tranquillo del DNA di una cellula, creando una sequenza che funge da bar code. Una volta che il DNA è stato tagliato e poi riparato, possono essere aggiunti nuovi nucleotidi, oppure se ne possono eliminare alcuni già esistenti. Una volta che la cellula si divide, passa queste modifiche ( editing ) del bar code alle cellule figlie, le quali vengono anch’esse tagliate, riparate, editate e passate allo stadio successivo. E così via: ad ogni passaggio il bar code si modifica un po’ di più, in modo irreversibile e casuale. Ogni cellula eredita ritocchi accumulati dalla sua progenitrice, mentre trasmette i suoi nuovi cambiamenti alle sue discendenti. Comparando poi i bar code di tutte le cellule si può quindi ricostruire l’intera “storia familiare” della cellula.

Presso l’Umeå University, i ricercatori stanno lavorando dal 2012 con CRISPR-Cas9.

Le prime applicazioni cliniche sono in corso, presto potremo curare malattie ereditarie con questa tecnologia.

Tuttavia, la situazione cambia nell’ambito agricolo: infatti i ricercatori non sanno se le nuove piante create con questa tecnologia saranno ammesse nell’agricoltura(?) poiché non si sa se questi cibi rientrano nella classificazione degli OGM, in tal caso sarebbero illegali in gran parte del mondo: al contrario, se ciò non fosse, sarebbero considerate come tutte le altre piante e pertanto coltivabili da tutti.

L’UE non ha risposto a questa controversia, ma nel novembre del 2015 il Consiglio svedese per l’agricoltura ha interpretato la legge, concludendo che la rimozione di un frammento di DNA non cataloga l’organismo come geneticamente modificato.

Ciò significa che la pianta può essere cotivata senza previa autorizzazione. Questo è lo slancio che serviva alla tecnica per lo sviluppo futuro di nuove piante.

Questa estate è stata la prima volta che le piante modificate con CRISPR-Cas9 sono state coltivate al di fuori del laboratorio ed in Europa. Si trattava di piante di cavolo e il primo pasto ad essere servito è stato un piatto di “Tagliatelle con verdure CRISPR fritte”.

“Le piante “CRISPR” in questione sono state coltivate in un giardino fuori Umeå, nel nord della Svezia e non erano né particolarmente diverse né più belle rispetto alle altre”.  Stefan Jansson è sicuro sul futuro delle piante da giardino: “È già qui”. Dunque buon appettito e buona semina a tutti.

Alcuni dubbi sono stati sollevati sul fatto che sia la prima volta in assoluto che un pasto del genere venga servito, ma Jansonn è stato chiaro: “ È la prima volta che tutto ciò accade pubblicamente e legalmente”.

Luigi Tatonetti

Crediti foto: Stefan Jansson