Grazie alla prima release di dati del satellite GAIA, gli astronomi dell’ESA hanno sviluppato la mappa più dettagliata della nostra galassia, analizzando la posizione di un miliardo di stelle.

La Via Lattea, nonostante sia la nostra casa da sempre, nasconde ancora moltissimi misteri. Per avere una visione più completa della nostra galassia, il satellite GAIA (ESA) lanciato nel 2013, ha il compito di fornire dati importanti sulla nascita della Via Lattea, attraverso lo studio delle posizioni dell’1% dei 100 miliardi di stelle presenti.

Le mappe fornite da GAIA, in questa versione interstellare di Google Maps, saranno utili per tutte le prossime missioni spaziali.

Alla fine della corsa il satellite avrà analizzato quasi tre miliardi di stelle, utili anche nello studio di rilevazione e formazione dei pianeti.

BORN TO BE NOT WILD

Non c’è più spazio per essere dei selvaggi nel mondo. Le aree salvegge hanno avuto un ridimensionamento nel mondo di oltre il 10%. Il team, guidato da James Watson dell’Università di Queensland in Australia, ha mappato il rapido declino delle aree naturali; le rilevazioni sono state possibili grazie a delle dettagliate immagini satellitari.

I punti principali messi in luce dalla ricerca vanno dalle mancate politiche di conservazione a livello globale, alla considerazione che gli sforzi volti alla protezione delle aree non tengono il passo con le reali perdite.

Negli ultimi due decenni 1/10 di tutte le aree naturali nel mondo si sono perse, con perdite enormi in zone come l’Amazzonia, con perdite del 30% e in Africa centrale (14%).

UN MONDO S-CONGELATO

Vi avevamo raccontato alcuni mesi fa le drastiche condizioni in cui versa il ghiaccio artico: nei primi dieci giorni di settembre l’Artico ha perso ghiaccio con una velocità mai registrata. Nel periodo 1981-2010 il ritmo era di 21.000 chilometri quadrati al giorno, oggi sono 34.100 chilometri quadrati (13.200 miglia quadrate) quelli persi quotidianamente.

Il livello minimo di ghiaccio nell’anno è di 1 milione di miglia quadrate (2,56 milioni di chilometri quadrati), per intenderci si tratta della dimensione dell’Alaska e il Texas messi insieme. La stagione è stata particolare, dato che inizialmente alcune tempeste hanno mantenuto il ghiaccio, tuttavia ora siamo tornati ai livelli critici registrati in inverno.

Il mondo, seppur l’Artico appare molto lontano, continuerà ad essere colpito dalle anomalie climatiche dovute allo scioglimento dei ghiacci.

Gianluigi Marsibilio