L’evoluzione della stella SAO 244567, collocata al centro della nebulosa della razza, è stata osservata in tempo reale da un gruppo internazionale di astronomi, con a capo la studiosa dell’Università di Leicester Nicole Reindl (che ci ha parlato della scoperta): alla fine dello studio, condotto con l’ausilio dell’HST (Hubble Space Telescope), è stato possibile documentare la vera e propria fase di rinascita della stella.

Lo studio è stato pubblicato in settimana su MNRAS (Monthly Notices of the Royal Astronomical Society) con il titolo: “Breaking news from the HST: The central star of the Stingray Nebula is now returning towards the AGB”.

Ad oggi l’astro si sta riespandendo ed entro centinaia di anni la stella tornerà ad avere dimensioni giganti.

La ricercatrice inglese ha parlato così della storia della stella: “SAO 244567 ha abbandonato la fascia delle AGB (braccio asintotico delle giganti) qualche migliaio di anni fa. Nella zona AGB le stelle diventano molto grandi e perdono una grande quantità di massa, SAO 244567 è riuscita infatti a perdere la metà della massa iniziale”.

L’osservazione della stella è stata costante nel corso del tempo, sappiamo infatti che nel periodo tra il 1971 e il 1990, la temperatura della stella era raddoppiata, la temperatura massima della stella, in Kelvin, è stata raggiunta nel 2002 con 60.000 gradi.

Strumento fondamentale nella ricerca è stato il CDS (Cosmic Origins Spectrograph) del telescopio Hubble, l’innovazione rappresentata da questa indagine sta nell’osservazione diretta della fase di “rinascita” della stella.

La particolarità deriva anche dall’estrema velocità di tutto il processo: “Nel caso di SAO244567 il processo di riscaldamento e contrazione è avvenuto in tempi estremamente rapidi”.

La riespansione a dimensioni giganti è causata da: “La riaccensione di questo guscio, attraverso il flash dell’elio, ha causato un significativo rilascio di energia nucleare e ha costretto la stella, già molto compatta, ad espandersi di nuovo a dimensioni giganti”.

Proprio nel 2014 il team ha concluso che il riscaldamento della stella e la bassa massa dell’astro erano dovuti agli eventi di accensione al di fuori del nucleo di SAO 244567.

Non si tratta di un caso unico di rilevazione, infatti si pensa che già FG Sagittae, nella costellazione della freccia, possa essere stata soggetto di una rinascita.

Ad oggi, come ci ha sottolineato l’astronoma: “ I calcoli teorici sull’evoluzione stellare devono prendere in considerazione diversi dati sulle stelle. Con la nostra analisi spettrale quantitativa siamo stati in grado di fornire vincoli precisi per questi studi”.

Nessuno dei modelli attualmente in uso è perfetto per spiegare questi eventi nelle stelle, i passi avanti da fare sono ancora molti, ma Nicole Reindl e i suoi colleghi hanno posato una pietra importante per studiare la rinascita e l’evoluzione degli astri.

Gianluigi Marsibilio

Crediti foto: ESA/Hubble & NASA